GEAPRESS – Kora è stata sequestrata a Livorno. Una lunga storia che ha visto protagonisti una cucciolata francese di leoncini, costretti in tenerissima età ad attraversare, loro malgrado, più confini statali ed anche continentali. Erano destinati, infatti, ai fotografi da circo, quelli che si fanno pagare con il leone-pupazzo in braccio. Proprio da quella cucciolata, così come appurato dagli investigatori, partirono dei leoncini pure per l’Iran. Due, invece, vennero portati in Italia. Dovevano andare a lavorare vicino il tendone di due circhi che si trovavano in quel momento in provincia di Livorno e di Palermo.

Quando a Livorno venne sequestrata Kora, la notizia non venne fatta trapelare per consentire il sequestro del fratellino nel frattempo imbarcato nella nave per Palermo. Così avvenne, ed i due sfortunati felini furono consegnati al Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica di Monte Adone, nelle colline di Sasso Marconi (BO). Tante storie di animali, tra cui altri leoni, con alle spalle maltrattamenti oppure commerci avvenuti in maniera non conforme alle disposizioni di legge.

E’ stato questo il caso di Leo, altro ospite del Centro di Sasso Marconi. Per lui, però, si è dovuto affrontare un ulteriore problema. Leo non aveva alcun ricordo di un suo simile. In altri termini, non sapeva di essere un leone. Al Centro hanno dovuto abituarlo, con molta gradualità, alla sua vera natura e per questo è stata importante la presenza di Kora.

E’ stato un avvicinarsi graduale – ha dichiarato a GeaPress Mirca Negrini, Responsabile del Centro di Sasso Marconi – Leo era sicuramente attratto dai suoi simili, ma non sapeva come comportarsi. Il risultato – precisa Mirca Negrini – era una apparente riottosità“.

Un anno di duro lavoro, che alla fine, però, è stato ripagato. Tutti i passaggi sono stati documentati (vedi video in calce all’articolo). I leoni sembravano volersi evitare, ma con molta tenerezza. Pur avendo innanzi la possibilità di venire in contatto, sembravano sfuggire al piccolo varco opportunamente vigilato. Poi piccole toccate con le zampe e delicati morsetti. Infine, a prendere l’iniziativa, è stata la “ragazza”. Kora ha fatto il passo decisivo e mentre Leo faceva un po’ di teatro brontolando, lei è riuscita a farselo amico, giocando.

Con Leo è stata dura – spiega la Responsabile del Centro – , ma dopo averlo abituato alla presenza degli altri leoni per facilitare la conoscenza di Kora, è stato predisposto uno scorrevole divisorio che di fatto delimitava due zone della struttura. Grazie a questo metodo Leo ha avuto la possibilità di avere i primi contatti con Kora in maniera molto graduale e senza sentirsi “invaso” dalla sua esuberanza“.

Incontri graduali che però, lo scorso 29 ottobre, hanno finalmente dato vita al grande momento. Kora, giocando con una palla, è riuscita finalmente a conquistare Leo. Per i due ora si prospetta una vita più piena, di sicuro sono più leoni. Non potranno mai essere liberi come nella savana, ma almeno vivranno da animali sociali, in contatto tra loro. Se non completamente liberi, sicuramente (molto) più felici.

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