GEAPRESS – Navarre, il lupo recuperato e curato dal Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica di Sasso Marconi (vedi articolo GeaPress), aveva in corpo proiettili da caccia di diverso calibro. Centrato due volte, e da due diversi fucili. Impossibile capire se gli spari sono stati consecutivi o, più verosimilmente, esplosi in momenti diversi. Quello che è certo è che Navarre è morto lasciando una profonda tristezza e incredulità in chi, al Centro, stava già pianificando il suo rilascio in natura.

Questa è la realtà dei centri di recupero, ogni giorno si ha a che fare con la vita e con la morte, spesso causata proprio dall’uomo. Per un animale che non ce la fa, sappiamo che ce n’è uno pronto a tornare libero. Quando questo accade si comprende effettivamente come tutte le esperienze passate siano state utili e preziose. “Il nostro impegno – riferisce a GeaPress Elisa Berti, responsabile del Centro – acquisisce allora un senso importante”.

Proprio nel mese nel quale le richieste di intervento sono all’apice, arriva Petra. Lo scorso luglio, infatti, una giovane lupa scrive un’altra storia, anch’essa profonda ma conclusa, questa volta, con la liberazione. Il posto è segreto. L’Ente Pubblico che l’ha affidata alle cure del Centro, non vuole si sappia. Meglio, per Petra e gli altri lupi.

IL RITROVAMENTO
Petra è stata investita. Alle prime luci del mattino, al bordo della carreggiata, sembrava priva di vita.

Il servizio veterinario della zona intervenuto per recuperare l’animale – riferisce Elisa Berti – si è subito reso conto che la lupa era in gravissime condizioni, ma ancora viva”.

Trasportata ad un vicino ambulatorio veterinario, viene a questo punto contattato il Centro. Le indicazioni arrivano dal dott. Duccio Berzi, Presidente del CSDL (Centro Studi e Documentazione sul Lupo) ed il Centro di Sasso Marconi viene così subito coinvolto in questa nuova storia. Non siamo vicini a Bologna, anzi nella regione di provenienza di Petra non vi è un Centro vicino disponibile ad accoglierla e a curarla.

CON LA MORTE NEL CUORE
Petra versa in condizioni critiche ed una volta giunta al Centro, il tempestivo intervento dei veterinari consente di poterla stabilizzare. La fonte più grave di preoccupazione, sono i sintomi di un grave trauma cranico. Sono quelli a non lasciare ben sperare. Inutile illudersi. Nei primi giorni si è temuto per lei. Il danno neurologico è evidente ma Petra meraviglia tutti ed inizia a rispondere alle cure. Si riprende, sebbene lentamente. Riacquista vitalità e tutti i comportamenti tipici di un lupo selvatico. La lupa non viene mai lasciata sola ed i segnali di ripresa sono sempre più incoraggianti. Le terapie e la riabilitazione. Petra riprende confidenza con il suo ambiente, ancora, ovviamente, sotto stretto controllo.

LA LIBERAZIONE
All’inizio di agosto Petra è pronta per la libertà. In pochi, vedendola come era arrivata, ci avrebbero creduto. In collaborazione con il CSDL e le autorità competenti, Petra si avvia verso la libertà. Tutto è pronto e la sua natura, fatta di boschi ancora immersi nello splendore estivo, è pronta ad accoglierla.

Inutile nascondere l’emozione di quei brevi ma intensi istanti – ricorda Elisa Berti – in cui, dopo aver aperto la gabbia di trasporto, finalmente Petra ha ritrovato la libertà! Con i suoi bellissimi occhi color ambra, la giovane lupa ha scrutato tutto lo spazio intorno a sé, ha indugiato per qualche minuto e, prima un poco timorosa poi sempre più veloce, è corsa via tra le felci, scomparendo dietro la collina”.

Petra viene seguita con la sguardo, fin dove è possibile e insieme a lei il pensiero torna a Navarre. Il lupo, per molti, è da sempre il pericoloso predatore della favola di “cappuccetto rosso”. Eppure questo quadro funesto, si sta ridipingendo, grazie anche agli insegnanti che collaborano nel presentare il lupo come un essere vivente che non solo va rispettato in quanto tale ma la cui sopravvivenza è indispensabile per il delicato equilibrio del nostro ecosistema.

Quella di Petra è una bella storia e questa volta il lieto fine c’è, proprio quello che al Centro avrebbero voluto per Navarre. Per lei, la giovane lupa Petra, Elisa Berti ha riservato un messaggio:

Corri libera Petra, corri anche per Navarre e per tutti i lupi che non ce l’hanno fatta, porta un messaggio di rispetto e soprattutto di riappacificazione, proprio in questo momento in cui i conflitti con l’uomo sono sempre più accesi. Anche noi, a nostra volta, cercheremo di portare il messaggio a chi non vi conosce, a chi diffida di voi, a chi vi odia e non vi rispetta… un cartello del Parco Nazionale della Sila dice: “il lupo è cattivo solo nelle favole”. E per quanto banale possa sembrare, quando all’affermazione “in bocca al lupo” tutti risponderanno “viva”, allora forse in quel momento il lupo sarà realmente fuori pericolo!

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