GEAPRESS – E’ libera, la cerva salvata dal Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica di Monte Adone, nelle colline di Sasso Marconi (BO). Ne avevamo parlato lo scorso 15 marzo (vedi articolo GeaPress). Era rimasta infilzata in una ringhiera e per questo ricoverata, grazie alla speciale ambulanza del Centro, nel reparto degenze.

Una riabilitazione tranquilla, sebbene impegnativa. “Per fortuna la grossa cerva non aveva fratture e questo ha agevolato il tutto” dice a GeaPress Mirca Negrini, Responsabile del Centro.

La cerva è stata liberata nei giorni scorsi in un luogo molto vicino a quello del recuperato, ovvero il Parco Regionale dei laghi di Suviana e Brasimone (BO). E’ tornata nella natura che ancora, sciolta la neve, ha i colori del suo stesso manto. Il trasporto e la liberazione è stata assistita dal personale del Centro, dal Medico Veterinario dott.Tovoli che già l’aveva seguita durante il recupero e dagli Agenti della Polizia Proviciale di Bologna Montovolo.

Appena liberata è stato subito un balzo verso la liberta. Poi, ad alcune decine di metri dal luogo della liberazione, si è fermata. Ha annusato l’aria, si è guardata intorno ed è scomparsa nei bosci. Nei suoi boschi. Una esperienza bella e gratificante, quella vissuta nel Centro di Sasso Marconi il quale, in primavera, deve affrontare ancor più emergenze.

Per un centro di recupero – spiega Mirca Negrini – la primavera è sempre un periodo molto impegnativo e per questo già da tempo siamo preparati

Sabato notte, ad esempio, gli operatori sono dovuti correre a salvare un istrisce investito. Una ferita molto grave con una profonda lacerazione sulla spalla, nel capo e fino a metà torace. L’animale è stato subito operato e per ora ha in corso una regolare degenza. Ad aspettarlo, per farle compagnia, altri due istrici ospitati dal Centro. A Sasso Marconi, comunque, non vi è solo fauna autoctona ma anche animali esotici sequestrati durante le operazioni del Corpo Forestale dello Stato ed altri Corpi di Polizia. Ci sono gli scimpanzè del circo, ed i leoni che, da cuccioli, venivano utilizzati, prima di essere sequestrati, dai fotografi che operano nei pressi del circo.

Per ora, comunque, la vera emergenza è la fauna selvatica.

In questi giorni – dice Mirca Negrini – sono stati recuperati numerosi leprotti. Alcuni sono già tornati in natura così come un capriolo ed un riccio. Tempo addietro venne recuperata una lupa ferita. Le dedicammo tutte le attenzioni possibili – precisa la Signora Negrini – ed infine venne liberata in un luogo che non vorrei dire ma che comunque si trova nell’appennino tosco emiliano. Aveva il radiocollare e per oltre un anno venne monitorata nei luoghi della liberazione. Mi piace pensare che sia ancora lì, che abbia trovato il suo ambiente“. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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