GEAPRESS – Navarre, questo il nome dato al lupo recuperato lo scorso 9 gennaio a Camugnano (BO), sta ora molto meglio. Agli esami radiografici sono però risultati ben 35 pallini di piombo di 4 mm. Una ferita che deve aver fatto (come minimo) molto male, ma che da sola non poteva giustificare il più recente stato di grave debilitazione nel quale è stato trovato il lupo nelle acque gelide del fiume Limentra.

La segnalazione, partita da un abitante del posto, era stata raccolta dalla Polizia Provinciale di Montorio (BO), la quale, nel recarsi subito nei luoghi, aveva provveduto ad allertare gli esperti del Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica di Monte Adone. Sessanta chilometri percorsi nel più veloce tempo possibile tra le strade dell’Appennino bolognese. Rudi Berti, Elisa Berti, Gaia Ferrara, Lara Vassena insieme alla responsabile sanitaria del Centro, il medico veterinario Dott.ssa Marzia Naldi, sono così arrivati sul posto con due mezzi “armati” di tutto punto. Gabbia di contenimento, barella, ossigeno, fucile anestetico, kit primo soccorso ed altro ancora. Ad essi si è poi aggiunto il medico veterinario di Porretta Terme, Dott. Alberto Tovoli il quale, trovandosi vicino al luogo della segnalazione, si è immediatamente recato sul posto. Tutti per il lupo di Camugnano il quale, però, appariva in evidente stato di shock ed in stato di grave denutrizione. La scelta, difficile ma inevitabile, è stata quella di sedarlo. Continuava, infatti, a guadare più volte il fiume. Assiderato e con una evidente paresi che manifestava agli arti inferiori, rischiava di morire annegato.

Sparato il dardo anestetico, l’animale ha iniziato a rilassarsi finendo così trascinato dalla corrente. Elisa Berti e le altre volontarie del Centro Tutela Fauna di Sasso Marconi, non si sono perse d’animo e, seguendolo da riva, si sono infine gettate in acqua nel punto dove maggiori erano le probabilità di poterlo riprendere. Così è stato e coadiuvate dalla Polizia Provinciale, con la quale molto spesso vengono eseguiti questi interventi, si è chiesta ospitalità allo stesso abitante che aveva provveduto a lanciare l’allarme. Il Sig. Maestrini, si è subito premurato accendendo il camino e provvedendo a fornire anche degli abiti asciutti.

Prima, però, c’è stato bisogno di un intervento più urgente. L’animale, infatti, risultava in arresto cardio-respiratorio. Senza indugiare, il Dott. Tovoli ed Elisa Berti hanno iniziato il massaggio cardiaco e la respirazione “bocca–bocca”. Trascorsi diversi minuti dall’inizio della rianimazione, davanti all’incredulità e alla commozione di tutti, il lupo ha ripreso la regolare attività cardiaca e respiratoria. Caricato sulla barella è stato, quindi, tenuto sotto ossigeno durante tutto il trasferimento (vedi nella gallery foto di
Andrea Dalpian, Tommaso Fulgaro, Paolo Taranto e Alberto Tovoli).

Giunto al Centro di Recupero di Monte Adone, il lupo ha ripreso vitalità, ma si è dovuto ugualmente sottoporre a terapia intensiva. Monitoraggio continuo, giorno e notte. Indagini diagnostiche e di laboratorio che hanno evidenziato diverse problematiche. Dimagrito e disidratato, mostrava in tutta la sua evidenza una paresi agli arti posteriori. Come se ciò non bastasse, anche un’estesa e diffusa dermatite con ampie zone prive di pelo. Due giorni di esami, però, non avevano ancora determinato la vera causa di quella paresi. Lo staff del Centro, accompagnato dal medico veterinario Dott. Giulio Masiello, hanno pertanto ritenuto opportuno il trasferimento presso l’Ospedale Veterinario San Michele di Tavazzano con Villavesco (LO) dove il Dott. Offer Zeira, il neurologo che da anni collabora con il Centro, lo ha sottoposto ad una risonanza magnetica e diversi altri esami. Infine il referto: disco spondilite tra la 4° e la 5° vertebra toracica, ovvero una forma infiammatoria-infettiva che ha colpito il disco intervertebrale e i tessuti circostanti; questa ha determinato una compressione del midollo spinale che è la causa della paresi degli arti posteriori.

Il lupo ora sta meglio. Lo dimostrano le analisi ematiche effettuate dalla Dott.ssa Naldi. Per lui anche un’attenta indagine cardiologica eseguita dalla Dott.ssa Christine Castellitto, nota cardiologa bolognese che da tempo collabora con il Centro. Poi, settimanalmente, l’ozono terapia eseguita dal Dott. Renato Magliulo e l’agopuntura con la Dott.ssa Donatella Zambelli. Un campione di sangue è stato, invece, inviato al laboratorio di genetica dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) dove verranno eseguite tutte le indagini genetiche del caso.

In collaborazione con le autorità competenti e con le figure scientifiche di riferimento, il Centro ha l’ambizioso obiettivo di riportare Navarre in natura.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati

VEDI FOTOGALLERY: