falco II
GEAPRESS – Una femmina di falco Grillaio, trovata con le ali tagliate. Ignoti, infatti, hanno di netto tagliato le penne remiganti. In tal maniera, per potere tornare a volare, occorrerà una lunga riabilitazione in attesa del completamento della muta. Nel frattempo, la nidiata che sicuramente attendeva al nido, potrebbe morire. La cova è infatti quasi sempre compito della femmina.

Il povero falchetto  è stato consegnato, in forma anonima, alla Polizia Municipale di Bernalda (MT) ed è attualmente sottoposto alle cure del Centro Recupero Rapaci di San Giuliano.  E’ probabile che, in un misto di ignoranza e crudeltà, dietro il crudele gesto vi sia stata una sorta di insofferenza nei confronti del falchetto che probabilmente nidificava nei pressi di casa.

Da alcuni  anni i centri  storici  di  diversi paesi della corona jonica – spiega Pio Acito, di Legambiente Matera – sono diventati siti di nidificazione del falco Grillaio (Falco naumanni). Sono ampliate le zone trofiche di interesse per il più  piccolo dei rapaci che si riproduce in Italia; nel materano i comuni di Montalbano, Montescaglioso, Pisticci, Bernalda hanno visto aumentare e forse moltiplicare la presenza del magnifico pennuto”.

Ad aumentare, purtroppo, sono anche i rischi che, secondo il responsabile di Legambiente, sarebbero aggravati anche dall’assenza di sensibilizzazione. Scuole e amministrazioni dovrebbero fare la loro parte, mentre aumenta la paura e la diffidenza verso qualunque cosa sia selvatico, vivo e naturale.

Anche per questo – aggiunge il responsabile di Legambiente – ogni rettile diventa vipera che, chissà perchè, “deve” essere uccisa. Ogni cane libero diventa pericoloso e “deve” essere rinchiuso a vita, ogni volatile “deve” essere tenuto in gabbia per il trastullo perverso“.

Mi piace immaginare – ha concluso Pio Acito – che nel tempo di pochi mesi la piccola riprenda le sue piume ed i suoi voli“.

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