GEAPRESS – E’ rimasta con la testa incastrata dentro quel secchio per chissà quanto tempo. Una volta liberata, aveva il collo ferito ed avvilito dalle larve di mosca.

A salvare la povera “Olivia” sono stati i volontari dell’Associazione Adan (Associazione Difesa Animali), con sede a Grumo Appula (BA), ma molto attivi anche nei centri abitati del comprensorio. Un’attività intensa, condotta in favore degli animali fin dai primi anni novanta.

Olivia era per terra, incapace di muoversi, in un terreno coltivato nelle campagne di Binetto (BA). Ad accorgersi di lei è stato un raccoglitore di asparagi che si è messo subito in contatto con i volontari. Un cane scappato oppure abbandonato. Di sicuro senza microchip (un’abitudine diffusa, dicono i volontari) ma con tanto di collare e addirittura guinzaglio (nella foto Oliva prelevata dalla volontaria Giuseppina Servedio).

Deve aver avuto sete – riferisce a GeaPress Giusy Cozza, volontaria di Adan – ed ha tentato di bere quel poco di acqua piovana che si era raccolta nel secchio. Appena siamo arrivate è stata subito prelevata e portata dal veterinario, senza tentare cioè di toglierle quel bidone. Si poteva peggiorare la situazione” spiega Giusy Cozza.

Olivia finisce, così, presso l’ambulatorio di fiducia di Adan. Già dalle prime fasi del trasporto, il forte odore aveva fatto presagire la presenza di qualche complicazione dovuta al prolungato contatto con il bordo del bidone. Quando viene tolto, non senza difficoltà, Olivia può tornare a respirare liberamente. Il collo, però, è più volte solcato e le ferite sono ormai aggredite dalle larve di mosca.

Per fortuna – spiega Giusy Cozza – le larve non avevano raggiunto il sottocute. Olivia, però, è molto magra e per non meno di venti giorni la terremo sotto stretta osservazione. Faremo tutte le analisi previste in questi casi – aggiunge la volontaria – “e teniamo le dita incrociate per la leishmania che da noi è un vero flagello. Poi, se tutto va bene, la daremo in adozione. Sarà seguita anche lì, come tutti i nostri animali” promette Giusy Cozza.

Adan non ha un rifugio ed i cani che necessitano di degenza vengono ricoverati presso pensioni private.

Olivia, intanto, da segni di ripresa. Ieri, giorno del ritrovamento, era abbattuta. Ma già stamani ha iniziato a giocare. Non è più cucciolona, ma non dovrebbe avere più di tre anni. Se tutto va bene, grazie ai volontari di Adan, avrà una vita normale e un’adozione in famiglia. “Ma prima – ricorda Giusy Cozza – le faremo tutte le analisi e dovrà riprendersi di peso“. Poi, il momento tanto atteso.

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