GEAPRESS – Un lago che si svuota ogni anno. Si forma con le piogge. Poi diventa luogo di abbandono di pesciolini e tartarughe che muoiono ad ogni arrivo d’estate. Il lago si ritira. Appena un velo d’acqua circondato da pericoloso fango.

Dal Comune di Conversano, in provincia di Bari, rispondono che quella è fauna alloctona, ovvero estranea alla fauna nazionale, e pertanto non andrebbe protetta. Così avrebbero riferito a Gaetano Pirulli della Lega Difesa del Cane di Turi. Peccato, però, che la fauna selvatica di presunta esclusiva protezione, sia di competenza delle Province e non dei Comuni. A questi ultimi la legge ha destinato la vigilanza sulle norme esistenti in tema di benessere animale.

I volontari della Lega del Cane, guidati da Gaetano Pirulli, sono distrutti. Ogni giorno devono aggirare il fango putrido. Scarichi di fogna e piccole discariche. Biciclette, bottiglie ed altro materiale direttamente lanciato in acqua dalle persone. I volontari si organizzano e con dei retini raggiungono la lama d’acqua. I pesci sono migliaia. Boccheggiano tra quelli morti. Hanno a disposizione non più di dieci centimetri d’acqua.

Gli animali vengono prelevati, inseriti in alcuni secchi e trasferiti in una vascone approntato dagli stessi volontari, che ora chiedono aiuto. “Non esistono animali di serie A e di serie B – riferisce Gaetano Pirulli a GeaPress – hanno tutti bisogno d’aiuto. Se qualcuno li vuole, per una vasca in giardino o altre situazioni adeguate, siamo disposti ad aiutarlo. Qui – ha concluso il Responsabile della Lega Difesa del Cane – stanno morendo tutti nell’acqua tiepida e putrida dei laghetti di Conversano“.

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