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GEAPRESS – Autostrada Salerno – Reggio Calabria. Una frenata improvvisa. Nella carreggiata c’è l’ennesimo cane. Meno di cinque chili, tra le macchine che sfrecciano. Una via di grande comunicazione, purtroppo più volte nota per tragici episodi.

La cagnolina infine si fa prendere. Una signora, impegnata nel sociale, ha visto quel cane e si è fermata. Le macchine sfrecciano veloci. Trilly, così la chiameranno i volontari di Reggio Calabria, è salva. Piena di pulci, viene caricata in macchina.  Guarda con gli occhioni impauriti le sua salvatrice che la conduce, seguendo le indicazioni della Polstrada in quel momento impegnata in altra emergenza, fino al porto di Reggio Calabria.

A raccontare questa storia a GeaPress, non è un volontario ma la dott.ssa Pina Pirrello, Comandante Provinciale della Polizia Stradale. Tante chiamate, alle quali si risponde subito sapendo però che nessuno interverrà per il prelievo e trasporto del povero animale. Un compito per il quale, ovviamente, la Polizia Stradale non ha una specifica preparazione ne tanto meno attrezzature in dotazione.

Quando ci chiamano per la presenza di un cane in autostrada, sappiano che non riceveremo risposte – riferisce il Comandante Pirrello a GeaPress – Dobbiamo subito intervenire, perchè il pericolo è notevole, ma tutto quello che possiamo fare è portare il cane verso una piazzola e tenere così impegnata una pattuglia finchè un volontario di Dacciunazampa viene in soccorso“.

La signora con Trilly in macchina è rimasta così tre ore prima che la Polizia Stradale, una volta rintracciato il volontario, è riuscita a veicolare l’emergenza. C’è da badare ai cani del rifugio e ad altre mille emergenze per un intervento che non dovrebbe essere né della Polizia Stradale ed ancor meno di un volontario.

“Abbiamo scritto a tutti – aggiunge la dott.ssa Pirrello – ma credo proprio che manchi un tipo di volontà che potrei define politica. Le nostre pattuglie non sono attrezzate per portare un cane, sul quale, oltretutto, non abbiamo specifiche preparazioni nell’accudimento. Il mezzo, poi, è pieno di attrezzature, fermo restando che il nostro personale ha il compito di mettere in sicurezza la circolazione, ma non posso obbligare nessuno a caricarsi un cane in macchina. E’ capitato, finchè arriva il volontario, di dovere tenere tranquillo il cane in una piazzola,  togliendo così la pattuglia ad altri servizi. Se l’animale scappa in corsia, i rischi sono elevatissimi“.

Ringraziamenti che vanno e che arrivano. Dalla Polizia Stradale verso i volontari di Dacciunazampa Onlus. Da questi, invece, verso la Polizia Stradale. Fino ad ora, è questa la maniera per affrontare quello che, al di la degli aspetti animalisti, è un problema di sicurezza pubblica.

Ogni volta che ci chiama un utente – spiega il Comandante della Polstrada – è frustrante. Sappiamo di non potere dare risposte se non sperare nell’aiuto di un volontario. Non sappiamo più a chi rivolgerci. Noi operiamo in strade di grande comunicazione, non nei centri urbani“.

Reggio Calabria è una città dell’assurdo – dichiara Candida Naccarato volontaria di Dacciunazampa Onlus – Un canile nuovo mai inaugurato. Nessuno al quale possiamo rivolgerci per il soccorso in strada. Tutto a nostre spese, grava solo sul nostro impegno“.

Reggio Calabria, però, non è un piccolo centro. E’ delle città più importanti d’Italia. Tutto avviene a rischio e pericolo di chi ha il dovere di contenere un potenziale pericolo, oppure, per volontario sacrificio, fa fronte alle richieste di aiuto.

Trilly, almeno lei, non è più in pericolo. La sua salvatrice ha chiamato la Polstrada che a sua volta ha chiamato i volontari. “Ci rivolgiamo a loro – conclude la dott.ssa Pirrello – ma non è questa la via giusta. Confermo che non sappiamo più a chi rivolgerci“.

Trilly, intanto, ha già trovato adozione. La clinica veterinaria dove si rivolgono i volontari, constatato le condizioni di salute accettabili della cagnolina e provveduto alla profilassi sanitaria di rito, ha dato l’ok per l’adozione. Trilly ora ha una casa. Si è salvata dall’abbandono in autostrada grazie a chi, per dovere o per impegno personale, non gira la faccia da un’altra parte.

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