chele astici
GEAPRESS – Astici, granchi, capitoni, aragoste e anguille. Per loro, proprio in occasione delle festività natalizia, ha chiesto controlli stringenti la Consulta Animalista di Torino.

Prima destinataria la Sindaca Apprendino, seguita dagli Assessori competenti e dal Comandante della Polizia Municipale. La Consulta sottolinea il “rito commerciale” della vendita di crostacei e di pesci vivi, che avverrebbe senza alcun rispetto della normativa esistente per la loro tutela e benessere. Sarebbe proprio nelle are mercatali come nei negozi e nei supermercati di Torino, dove vengono esposti aragoste, astici e granchi vivi direttamente sul ghiaccio; le anguille ed i capitoni, invece, stipati in vasche di ridotte dimensioni e non sempre provviste dei prescritti apparati di ossigenazione e di depurazione. I crostacei, inoltre, si presenterebbero con le chele perennemente legate, un fatto che a detta della Consulta Animalista causa grave sofferenza ed impedisce agli animali di alimentarsi.

La Consulta, oltre a richiamare quanto disposto dagli articoli 727 del Codice Penale (inidonee condizioni di detenzione) e 544/ter (maltrattamento di animali) elenca quanto previsto dal “Regolamento per la tutela ed il benessere degli animali in città”, ed in particolare all’articoli 41 che, ai commi 3, 4 e 5 , impone degli obblighi molto precisi.

Questo quanto disposto:

3. Gli animali acquatici dovranno essere tenuti in acquari che, per dimensioni e capienza, siano conformi alle esigenze fisiologiche delle specie ospitate. In ogni acquario devono essere garantiti il ricambio, la depurazione e l’ossigenazione dell’acqua e sono altresì vietati acquari sferici.
4. Gli animali acquatici dovranno essere tenuti in acquari che, per dimensioni e capienza, siano conformi alle esigenze fisiologiche ed etologiche delle specie ospitate e consentano agli stessi di compiere adeguato movimento e, in ogni caso, non devono mai avere una capienza inferiore a trenta (30) litri d’acqua. In ogni acquario devono essere garantiti il ricambio, la depurazione e l’ossigenazione dell’acqua, le cui caratteristiche chimico-fisiche e di temperatura dovranno essere adeguate alle specie ospitate.
5. Oltre a quanto già vietato dalla normativa vigente in materia di maltrattamento degli animali, nonché di pesca marittima e di pesca in acque interne, di acquicoltura, di polizia veterinaria e di igiene degli alimenti di origine animale, è fatto assoluto divieto di :
– conservare ed esporre per la commercializzazione sia all’ingrosso che al dettaglio, nonché per la somministrazione, prodotti della pesca vivi, ad esclusione dei molluschi lamellibranchi (cosiddetti “frutti di mare”), al di fuori di adeguate vasche munite di impianto di ossigenazione e depurazione dell’acqua, con lunghezza minima quattro volte superiore alla lunghezza dell’animale più grande; oltre i due esemplari, la dimensione minima va aumentata del 20% per ogni animale aggiunto;
– procedere alla macellazione dei prodotti della pesca negli esercizi di vendita al dettaglio, dove detti animali, ad esclusione dei molluschi lamellibranchi, dovranno essere mantenuti in vasche con le caratteristiche descritte al precedente punto fino alla consegna al consumatore finale;
– tenere permanentemente le chele legate ai crostacei.

La richiesta del presidente della Consulta Marco Francone è dunque quella di avviare al più presto una capillare e costante opera di controllo sulla vendita di detti animali, sia all’ingrosso che al dettaglio. Congiuntamente andrebbe affiancata una adeguata azione repressiva da porre in essere di fronte ai casi di chiara violazione delle norme, anche a seguito di segnalazioni da parte di cittadini.
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