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GEAPRESS – Un cane che, stante quanto riportato dagli organi di stampa, ha aggredito e ferito un bambino. Un Akita inu che, sempre come riportato nei giornali, potrebbe essere soppresso sebbene la Legge Regionale preveda un lungo periodo di osservazione e una attenta valutazione e terapia comportamentale prima di giungere a questa drastica “soluzione”.

Nei giorni scorsi, ricorda la Lega Nazionale per la Difesa del Cane, sezione di Apuania, si è verificato il tragico incidente. La dinamica non è ancora chiara ma la sostanza è che il cane ha aggredito il piccolo causandogli gravi lesioni alla testa e in altre parti del corpo. Un’aggressione alquanto sorprendente, afferma la Lega Difesa del Cane, considerando che gli animali appartenenti a questa razza hanno tipicamente un carattere sicuramente deciso e a tratti diffidente, ma comunque docile e poco impulsivo.

Il bambino è stato immediatamente soccorso e ricoverato e fortunatamente non è in pericolo di vita.

Il cane, invece, è stato prelevato dal Servizio Veterinario della ASL ed è attualmente custodito presso il canile sanitario di competenza. Gli organi di stampa locali hanno subito parlato di una possibile soppressione del cane in quanto pericoloso e morsicatore. La Lega Difesa del Cane ricorda a tal proposito che è necessario ricordare come la Legge 59/09 della Regione Toscana, all’articolo 4, prevede che la valutazione di un cane come presunto aggressivo o pericoloso debba essere effettuata da un pool di tre medici veterinari – compreso un comportamentalista – a seguito di un lungo periodo di osservazione. Una volta valutato il cane, viene avviata una eventuale terapia di recupero comportamentale e solo se quest’ultima si rivela del tutto inefficace si può procedere con l’eutanasia.

Innanzitutto voglio fare i migliori auguri di pronta guarigione allo sfortunato bambino ed esprimere tutta la mia solidarietà alla sua famiglia”, afferma Roberto Guelfi, Presidente della locale Sezione LNDC di Apuania. “Per quanto riguarda l’akita, ho già comunicato personalmente alla ASL la disponibilità della Sezione ad accoglierlo presso il nostro rifugio ‘La casa di Febo’ a Montepepe nel caso in cui il proprietario non sia intenzionato a riprenderlo. La nostra struttura infatti è adatta a ospitare in sicurezza questo tipo di cani e possiamo contare sulla valida collaborazione di personale specializzato, un veterinario comportamentalista e un educatore per dare una seconda possibilità agli animali che sono stati valutati come aggressivi”.

Con tutto il cuore mi auguro che il bambino guarisca presto e che questo drammatico incidente non gli lasci segni né a livello fisico né psicologico”, commenta Piera Rosati, Presidente Nazionale di LNDC. “Gli episodi di questo genere sono sempre molto tristi e mi preme ricordare la necessità di adottare tutte le cautele possibili e vigilare attentamente quando i bambini sono liberi di interagire con un cane di taglia grande. Sono comunque fiduciosa che la valutazione del cane verrà effettuata a norma di legge, senza cedere all’impulso di una ‘vendetta’ sulla base dell’emotività e auspico che l’akita possa avere una seconda possibilità”.

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