maltese
GEAPRESS – Cuccioli maltesi a 300 euro, tutto in regola. Nel caso scoperto ad Anzio (RM), le cose, però, potrebbero non essere così.

Un allevamento di cani attenzionato delle Guardie dell’EITAL (Ente Italiano Tutela Animali) e dell’Ente di vigilanza zoofila dedicato alla memoria dell’ ”agente di P.S. Claudio Graziosi”.

Stante quanto riportato nella nota dell’EITAL si tratterebbe di cuccioli di circa due mesi di età, tra cui Cavalier king e Maltesi contenuti all’interno di cassoni in plastica, sprovvisti di microchip e non iscritti all’anagrafe canina. Poi autorizzazioni sanitarie che, sempre ad avviso dell’EITAL, sarebbero risultate mancanti.

Un soggetto, a seguito dell’intervento, è stato così denunciato alla Procura della Repubblica competente. Accertamenti in corso sulla proveniza dei cani  così come sulla struttura segnalata alle autorità competenti per le decisioni del caso. Le Guardie sembrano propense ad ipotizzare una importazione dall’est Europa. Le stesse, infatti, sottolineano la presenza di un’automobile con targa straniera posteggiata nei pressi.

Secondo Antonio Colonna, in Italia vi sarebbero numerosi annunci online di vendita di cani o che propongono prezzi troppo bassi. Un aspetto, questo, che farebbe pensare  ad una provenienza estera. A tal proposito appaiono quanto meno dubbi le sottolineature di “genitori visibili”. Sempre ad avviso di Colonna, potrebbe trattarsi di una copertura al fine di rassicurare l’acquirente con la presenza di cani che, in realtà, potrebbero essere solo di “comparsa”.

In Italia, prosegue la nota dell’EITAL, vi sarebbe inoltre una prassi molto diffusa e “per nulla contrastata“, ovvero introdurre cuccioli di contrabbando sui quali  inserire microchip intestati direttamente all’acquirente. In tal maniera l’allevatore non risulta da nessuna parte, mentre alla richiesta di provenienza del piccolo animale, verrà risposto che trattasi di allevamento italiano. “Tanto – afferma Antonio Colonna – nessuno controlla“.

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