cane investito
GEAPRESS – In linea teorica vi è pure un articolo del Codice della Strada che obbliga l’investitore a soccorrere gli animali appartenenti a talune specie. In pratica, però, quando questo avviene, il fatto va su tutti i giornali. Non esiste, poi, alcun censimento neanche su scala locale dei poveri animali finiti non solo investiti ma molto spesso sminuzzati dall’impietoso e ripetuto passaggio dei mezzi gommati.

Eppure sapere dove più incide la presenza di animali morti potrebbe servire a capire la potenziale pericolosità di una strada, ad esempio per il mancato rispetto del limite di velocità. Lo ripetono, ormai da molto tempo, gli animalisti di Capua (CE) che ricordano come in alcuni tratti spesso interessati dall’investimento degli animali, sono morte, per lo stesso motivo, anche delle persone.

Proprio a Capua, il certosino lavoro degli animalisti ha prodotto un censimento che svela in tutta la sua gravità il fenomeno degli investimenti in danno di animali randagi. Il piccolo ma preciso report è stato prodotto da Vincenzo Caporale, Loredana Funzione e Marco Cocco, tutti impegnati nella salvaguardia degli animali di strada.

Dal 1 gennaio 2014 ad ieri, spiegano gli animalisti, sono morti ben 110 animali, di cui 96 gatti e 14 cani. Tutti in un preciso tratto stradale, lungo circa 10 chilometri, che interessa la città di Capua, Santa Maria Capua Vetere e San Tammaro.

Dati raccolti per denunciare quelle che gli stessi animalisti definiscono le “stragi silenziose”. I corpi di tutti gli animali, lasciati a volte agonizzanti sull’asfalto, sono stati sempre spostati dalla carreggiata al fine di evitare ulteriore scempio.

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