GEAPRESS – Arriva l’autunno ed ancora una volta arrivano le alluvioni. L’ultimo bilancio delle vittime, parla di quattro persone morte nello Spezzino e, in Toscana, due nella Lunigiana.

Frane, fiumi esondati, morte e distruzione. Sul banco degli imputati i cambiamenti climatici ma anche gli interventi più diretti dell’uomo. Lo sottolinea il WWF che ricorda come proprio in Liguria, appena questa estate, è stato approvato un regolamento che ha ridotto da dieci a tre metri le distanze minime di edificazione vicino ai corsi d’acqua. Se a ciò si aggiungono i risultati delle numerose sanatorie e le colate di cemento sanate proprio nelle zone a rischio, non c’è proprio da stare allegri. Dall’estate 2010 alla primavera 2011 ben 13 Regioni italiane hanno chiesto lo stato di calamità naturale per dissesto idrogeologico.

C’è da sperare che il bilancio delle vittime possa stabilizzarsi mentre ancora molti giorni ci vorranno per avere una esatta stima dei danni. Eventi tremendi che oltre agli uomini ed ai suoi manufatti, colpiscono anche gli animali, specie se da reddito o da compagnia. Poco o nulla si sa ancora sulla prima categoria, mentre è già iniziato il tam tam di annunci di cani o gatti smarriti, così come di altri forniti di collarino ma dispersi nei luoghi.

La situazione più grave della quale si ha notizia proviene dalla Lunigiana dove il torrente Geriola, in Val di Stola, ha invaso almeno una buona metà del canile comprensoriale. La parte più elevata si è salvata. L’acqua è entrata nelle gabbie ma non ha distrutto le strutture né tanto meno provocato danni di rilievo ai cani. Quanto, invece, più vicino al corso d’acqua è andato distrutto.

Non sappiamo ancora quanti cani siano effettivamente morti – dice a GeaPress Cristina Bruschi dell’Associazione Nazionale Tutela Animali di Massa Carrara – Alcuni sono sicuramente nei pressi, molto spaventati, bisognerà dargli tempo di avvicinarsi ma finchè ciò non avverrà non sapremo bene cosa effettivamente sia successo“.

Di sicuro è morta una cagnetta, rimasta impigliata nella recinzione divelta e finita sommersa dalle acque.

Era una segugia – aggiunge Cristina Bruschi – qui i cani abbandonati sono in molti casi da caccia. Il canile comprensoriale raccoglie i cani di diciassette Comuni, quelli della Comunità Montana della Lunigiana. Vogliamo dare una mano, abbiamo sentito il direttore, era distrutto“.

Probabilmente, tirata via dalla furia delle acque, pure una intera cucciolata.

I cani rimasti nel canile sono attualmente in corso di trasferimento presso stalli privati e, in buona parte, nel canile comunale di Massa. L’ANTA invita ora i cittadini a contribuire per la salvezza dei cani, un lavoro già difficile, ma ancor più complesso se si considerata il livello di distruzione dei luoghi. Le strade del comprensorio sono impraticabili.

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