germano reale
GEAPRESS – Avvelenamento di animali selvatici alla foce del torrente Sansobbia tra le due Albisole (SV). I volontari della Protezione Animali hanno soccorso diversi volatili intossicati dal botulino, una tossina naturale che si sviluppa a fine estate nelle acque ferme e calde delle acque costiere.

In particolare alcuni Germani reali sono stati subito sottoposti alle cure specifiche che, precisa l’ENPA di Savona, non sono facili né economiche. Cure che non garantiscono sempre la guarigione.

Lo scorso anno le intossicazioni si sono verificate, a fine estate, oltre che nel Sansobbia, anche alle foci di Letimbro, Teiro, Pora e Maremola, dove i volontari dell’ENPA avevano soccorso, sempre a loro spese, oltre 100 soggetti di Germano e Gabbiano reale, riuscendo a salvarne alcuni.

“E’ essenziale – afferma la Protezione Animali – per fermare la tossinfezione, il rimescolamento e raffreddamento delle acque, per cui si spera nelle piogge imminenti previste dai meteorologi. Ma è fondamentale portare via al più presto gli animali morti, per cui l’ENPA fa appello a cittadini e comuni affinché tolgano subito e smaltiscano i corpi degli animali morti rinvenuti, siano essi pesci che volatili”.

Il ciclo di formazione di Clostridium botulinum è complesso; le sue spore sono naturalmente presenti nel fango del fondo delle paludi, sono dormienti e resistono anni sia al gelo che alla siccità. Tutti gli animali presenti (uccelli, pesci, rane, invertebrati) le ingeriscono assieme al fango e all’acqua che accompagnano il loro cibo senza alcun problema, perché i tessuti vivi non offrono alle spore le condizioni favorevoli per germinare. E’ solo quando, per un qualsiasi motivo accidentale, uno di questi animali “portatori sani” muore che il batterio trova un substrato ottimale; i tessuti morti forniscono il terreno di coltura proteico e se la temperatura è elevata il processo di putrefazione consuma tutto l’ossigeno, le spore germinano e clostridium botulinum si moltiplica producendo la letale tossina, che va ad intossicare gli animali che si cibano dei resti delle carogne e delle larve, per loro molto gustose, che vi pullulano.

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