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GEAPRESS – Una capretta da sgozzare in un appartamento del centro storico. Il tutto in occasione della famosa Festa del Sacrificio e la macellazione Halal. Come è noto si tratta di una macellazione senza stordimento.

Qualcuno, però, deve aver dato l’allarme e nei luoghi è subito intervenuta la Polizia Municipale di Albenga, il Servizio Veterinario ASL 2 ed altre Forze di polizia. A tutti loro va ora il ringraziamento dell’ENPA di Savona unitamente ai cittadini di Albenga intervenuti per bloccare lo sgozzamento rituale della capretta. I ringraziamenti sono altresì rivolti a Hamza Piccardo, molto noto nella comunità islamica, che ha invitato i fedeli a fare una donazione ad una associazione umanitaria invece che sacrificare in casa un animale.

L’ENPA, però, approfitta dell’occasione per sottolineare la deroga al dlgs del 1998 che di fatto autorizza questo tipo di macellazione in Italia. Una metodologia, quella senza stordimento, che accomuna il rituale  islamico e ebraico. In pratica agli animali non viene sparato il proiettile captivo sulla nuca.

Una condotta, riferisce sempre la Protezione Animali, che vede gli animali coscienti fino al momento dello sgozzamento; una lama affilata, che produce stress, paura e dolore. Eppure le relative autorità religiose austriache, svedesi e svizzere hanno accettato di non praticarla più, mentre gli stati malese, danese e polacco l’hanno proibita.

In Italia invece il business dei circuiti internazionali di carne halal continua ad avere la meglio sui sentimenti della stragrande maggioranza dei cittadini; sono in funzione ben 206 macelli autorizzati, soprattutto in Lombardia; inoltre, per tutelare i grandi produttori di carne nazionale, il governo, nel 2010 (con firme di ministri di Lega e PDL), ha sottoscritto una convenzione per favorirla in Italia ed esportarla nei paesi islamici. Per non parlare della presenza della carne Halal nella greande distribuzione e in alcune mense scolastiche.

L’ENPA savonese rivolge un appello alle forze di polizia locali, al Prefetto, ai Sindaci e ai Veterinari dell’Asl2 affinché siano rafforzati vigilanza e controllo, dopo gli episodi verificatisi negli anni scorsi non solo ad Albenga ma anche a Borghetto e Vado Ligure; auspica che, a prescindere dalla fede o non fede professata, tutti comunque possano cambiare scelte alimentari e indirizzarle verso prodotti non di origine animale, una scelta che fa bene a tutti gli esseri viventi, alla salute e all’ambiente e ricorda al governo centrale le migliaia di proteste di cittadini ed associazioni che in questi anni sono pervenute ai suoi predecessori, per vietare una pratica tanto crudele ed ingiusta per il mondo animale.

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