cane mafalda
GEAPRESS – Mafalda, altri cinque cani, ed una persona in grave stato di indigenza e con problemi di solitudine. Una storia triste, caratterizzata dall’abbandono. Ad occuparsi di tutti loro sono stati i volontari dell’OIPA di Agrigento che, per rispetto della persona, non hanno voluto rivelare la località della provincia dove i fatti sono avvenuti. Un grosso centro con vocazione agricola, quasi al confine con la provincia di Caltanissetta.

Sei cani, accolti in periodi diversi, da una persona che per farsi avvicinare ha richiesto tanta pazienza. Un uomo anziano che vive in stato di assoluta povertà. All’interno del magazzino diventato “casa”, il materiale di recupero faceva da arredo. Per sostentarsi raccoglieva l’elemosina che veniva subito spesa per acquistare il cibo ai  cani. Per lui, quei cinque compagni di sventura, rappresentano il mondo intero.

Altri cani erano passati da quel piccolo, improprio, rifugio. Qualcuno, però, li aveva avvelenati, costringendo il barbone a chiudersi ancora di più in se stesso.

Come se sapesse di quella persona, un giorno è arrivata  Mafalda. Una femmina di cane corso che si era presentata  stremata ed impaurita. Quell’uomo, non ha avuto dubbi e quel poco che riusciva a racimolare è stato condiviso anche con Mafalda. E’ andato tutto bene, fino all’impatto finale. Una macchina, infatti, ha centrato  la povera cagnolina arrecandole seri danni. Nessuno, tranne il suo anziano padrone, si è preso cura di lei. A modo suo, peggiorando forse le condizioni di salute del cane, ha cercato di aiutarla. Poi, per fortuna, la storia è arrivata ai volontari dell’OIPA di Agrigento.

Un cane corso; questo all’origine era Mafalda. Ma per provare ad immaginarla come doveva essere, occorre molta fantasia.

La prima mossa, è stata quella di guadagnarsi la fiducia del pover’uomo, trattandolo con umanità e comprensione. Si è così aperto un primo piccolo canale di comunicazione con quel particolare nucleo familiare. I volontari sono stati accolti, finchè la fiducia che si era venuta a creare ha consentito di potere portare via Mafalda.

La cagnolina si presentava magra, con numerose ferite e con un prolasso. Per lei, appena avrà ripreso peso, si prospettano più interventi chirurgici. Gli altri cinque cani, sono rimasti con il loro padrone, in famiglia. Una famiglia fuori dai canoni, ma piena di tenerezza e dignità. Pur non possedendo niente, c’è chi, in quel tugurio, ha continuato a dividere ogni giorno il suo cibo con i fedeli compagni di vita.

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