pepete
GEAPRESS – Trovata 15 giorni addietro nei pressi di Agrigento. Pepete, così è stata chiamata la cagnolina salvata dai volontari dell’OIPA, è stata trovata in strada reduce, molto probabilmente, da un evento traumatico sfociato poi in una infezione che le ha distrutto quello che rimaneva del lato sinistro del volto.

Per tutto questo tempo, prima dell’arrivo dei volontari, nessuno si è preso cura di lei. Una delle tante vittime del randagismo siciliano che, nel caso di Pepete come di molti altri cani, è stato affrontato da Laura Samaritano, responsabile OIPA di Agrigento.

“Ogni giorno – riferisce Laura Samaritano a GeaPress – sembra un nuovo giorno. La ferita, seppur lentamente, sta regredendo e speriamo al più presto di porterla ridurre ad un livello accettabile almeno per evitare la sofferenza nel corso della somministrazione del cibo. Poi ci sono le medicazioni sul musino ed uno spray che favorisce la cicatrizzazione. Assicuro che Pepete è una cagnolina affettuosissima, purtroppo affetta anche dalla Leishmania e dalla malattia portata dalle zecche. Ha pure una zampa manomessa, ma per fortuna sono state escluse patologie tumorali”.

Pepete ne avrà ancora per molto ed una aiuto ai volontari dell’OIPA, che si stanno interamente sobbarcando le spese, sarebbe oltremodo auspicabile. Intanto Pepete fa piccoli progressi giorno dopo giorno. La strada è ormai lontana ma rimane quella molto più lunga da percorrere fino alla guarigione. L’ambiente dove è tenuta viene pulito con continuità. Più di questo, però, non si può fare. Rimane il rammarico di non essere intervenuti prima. Si sarebbero evitate tante sofferenza.

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