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GEAPRESS – Non lo dimenticheremo mai, dicono all’unisono i volontari dell’associazione agrigentina Aronne. Benji, cucciolo di quattro mesi, venne trovato in un campo di foraggio appena falciato (vedi articolo GeaPress). La mietitrebbiatrice era stata vista lavorare nei giorni precedenti e Benji, probabilmente finito sotto le lame, era rimasto inerme in quel campo.

Quando Sandro Fanara, uno dei volontari di Aronne, trovò il povero Benji, la disidratazione aveva ormai inciso sullo stato di salute del cagnolino. Le ferite più gravi erano però quelle procurate dalle lame. Una zampa tranciata ed altre due ferite. Su una delle due il Veterinario dovette poi intervenire chirurgicamente. Benji era, nonostante tutto, un cane miracolato. Incredibile, infatti, come abbia potuto resistere in quello stato. La cosa che colpiva di più era però lo stato psichico del cane. Tranne un tentativo di morso che provò a dare al volontario, Benji si presentava sostanzialmente inerme. Il “cane di pezza”, così venne definito.

Dal maggio scorso, quando cioè venne trovato, Benji ha fatto molti progressi. Le ferite sono ormai rimarginate ma la cosa più importante è che Benji è rinato. Nel carattere, soprattutto. Un bel cagnetto di sette mesi, reattivo e pronto a farsi coccolare dal nuovo padrone trovato non proprio a due passi da Agrigento. Benji è già a Gorizia dove si è perfettamente ambientato (nella foto al momento della partenza e nel riquadro quando venne trovato).

Da un campo di foraggio siciliano, fino ai confini orientali italiani. Un bel passaggio unito dallo stesso calore che ha accomunato i nuovi padroni con i volontari di Agrigento.

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