GEAPRESS – La sequenza fotografica mostrata in gallery relativa alle immagini panoramiche è stata realizzata stamani dal Corpo Forestale dello Stato. Ieri, invece, le foto del dramma che ha visto protagonista un cervo maschio nel lago di Barrea. Anche queste foto sono state realizzate dal Corpo Forestale.

Mentre alcune femmine di cervo sono rimaste bloccate in un pendio abbondantemente innevato il maschio ha iniziato a camminare sopra lo strato ghiacciato del lago di Barrea, ricoperto a sua volta di neve. Poi, sotto il suo peso, il cedimento. L’animale ha tentato disperatamente di raggiungere un tratto utile a risalire, ma l’intento era praticamente impossibile. Gli stessi Forestali erano distanti dal luogo e comunque un intervento di quel genere avrebbe presentato altissimi rischi per l’incolumità degli operatori. La testa del povero animale è scomparsa con un ultimo sbuffo di vapore dalle narici. Già poco dopo, un sottile strato di ghiaccio si era riformato a richiudere il varco dove era scomparso l’animale.

Un fatto non frequente quello della superficie ghiacciata del lago di Barrea in provincia di l’Aquila. Tutto il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise è sotto una spessa coltre di neve. Manto che in alcuni punti, come evidenzia a GeaPress il Vice Questore Aggiunto del Corpo Forestale dello Stato dott. Luciano Sammarone, rende molto difficile il passaggio anche alle motoslitte. Oltre un metro e mezzo di neve nella Marsica e in Val di Sangro.

Il Corpo Forestale sta in questi giorni provvedendo alla distribuzione di balle di fieno per la fauna selvatica, ma tali interventi, secondo il Vice Questore, che è anche Comandante del Coordinamento Territoriale di Civitella Alfedena, potrebbero servire a ben poco. Una goccia nel mare, insomma. Forse, sono funzionali al mondo venatorio, ma gli aiuti, sicuramente non sufficienti alla fauna selvatica di territori così vasti, andrebbero concentrati per gli animali allevati, sia per quelli rinchiusi nelle stalle che per quelli allevati allo stato brado. Il cervo è un animale selvatico e gli eventi di questi giorni, pur nella loro eccezionalità, sono riconducibili ad un fenomeno naturale.

Forse, la fauna selvatica andrebbe aiutata in altra maniera. E’ di queste ore la polemica sollevata dalla decisione della Provincia di Genova di continuare a consentire la caccia di selezione ad alcune specie di ungulati nonostante il freddo eccezionale e il peggioramento atteso nelle prossime ore. Con la neve, avevano sottolineato le Associazioni protezioniste, non solo la fauna è più esposta ai rischi, ma è anche molto più facilmente rintracciabile grazie alle evidenti impronte lasciate sulla neve. Per la Provincia di Genova, però, si tratta di un intervento di natura conservativa e questo è il periodo giusto per intervenire.

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