GEAPRESS – Entro l’autunno il canile di Prato sarà messo in sicurezza contro gli allagamenti, sarà circondato da mura alte 2 metri, le pareti saranno attrezzate con portelloni a tenuta idraulica.
Il canile è circondato dai torrenti Calice e Calicino, che nelle esondazioni hanno spesso allagato il canile; negli ultimi due anni più volte è stato necessario evacuare tutti gli animali detenuti nella struttura.
In un secondo momento il Comune realizzerà  anche uno spazio rialzato di circa 2mila metri quadri, destinati a diventare rifugio e pensione.
Attualmente al canile, in grado di accogliere fino a 250 cani, sono presenti 100 cani.

Abbiamo chiesto il parere a Pio Acito, Disaster Manager e architetto-tecnico comunale, esperto di emergenze ambientali che coinvolgono anche animali.

“Come spesso succede si realizzano opere pubbliche in aree “sensibili” e di certo le zone golenali ed i piani tra due torrenti ( in questo caso il Calice ed il Calicino) non sono le più idonee  per realizzarci un rifugio per cani.  In caso di esondazione altro che rifugio!”

Ed allora?
Allora per ridurre il rischio si prova a ridurre la “vulnerabilità” del rifugio stesso e si pensa di realizzare più in la nel tempo un’ opera che ne riduca la “pericolosità”.Come nel caso del muro alto due metri?
“Un muro di cemento – continua il dott. Acito –  per quanto alto, non può far altro che spostare nel tempo un dramma sempre possibile. Se le aree attorno sono allagate per una altezza di 1 metro mi chiedo cosa diventa il rifugio. Un’ isola all’incontrario? Ed il cancello di ingresso è anch’esso a tenuta d’acqua? E se una delle paratoie non funziona perché ci si è infilato un tronchetto dentro? E se l’acqua attorno permane  per più giorni in che modo si dovranno accudire i cani, esisterà una rampa di accesso per i natanti? E se l’acqua sale più di due metri, chi potrà evitare il micidiale “effetto vasca”? La bella area rialzata è una giusta intuizione, ma chi e quando trasferirà nell’area rialzata i 100 e passa cani? Nel bel mezzo di una alluvione o prima? E come saranno divisi i cani su questa nuova area?”

Quale soluzione, quindi, ipotizzerebbe per il canile di Prato?
“Di certo una soluzione per garantire maggiore sicurezza ai cani in caso di eventi di piena va trovata e la possibilità di trasferire di quota e di area il tutto forse costa meno.  Si potrebbe pensare ad una “area vasta” con pochi recinti e poco cemento, con colline e rifugi naturali, di diversi ettari, una specie di parco insomma. Costa meno e si rischia meno. Nel territorio del Comune di Prato di certo esiste un boschetto idoneo alla bisogna. E sarebbe un bel parco, un sicuro rifugio o un rifugio al sicuro!”

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