Quando si parla di animali nei circhi vanno distinte tre categorie. Animali utilizzati nello spettacolo, nello zoo circense, ed animali utili ad  attività extra circo.

Il primo uso interessa soprattutto per il metodo di addestramento. Questo non avviene nelle fasi itineranti. Il circo ha delle strutture stabili ove gli animali vengono addestrati. Si tratta, ovviamente, di animali giovani. Non è un caso che buona parte degli incidenti, anche mortali, causati dai felini, riguarda animali molto giovani. Il motivo è semplice e interessa direttamente il tanto sbandierato “addestramento con dolcezza”.

Tramite l’addestramento con dolcezza, utilizzato “ormai da molto tempo” vi è l’esplicita ammissione che trattasi di un addestramento alternativo. Nelle cronache circensi vi sono episodi agghiaccianti di domatori che entravano in pista sparando colpi di pistola. Sono stati finanche recentemente filmati mentre addestravano a suon di sprangate gli animali. Il caso fu eclatante alcuni anni addietro quando vennero diffuse le immagini girate con telecamere nascoste in un noto circo inglese, riferimento certo per l’addestramento con dolcezza (la proprietaria è stata ospite di un notissimo circo italiano nel 2009). Pungoli metallici, violente sprangate e dolose frustrate. Lo stesso animale, una volta entrato nella pista di addestramento, eseguiva  sotto la stessa voce dell’addestratore-aguzzino i movimenti indotti precedentemente dalle sprangate. I circensi continuano a sostenere che non vi è bisogno di dolorose punizioni per indurre un animale ad eseguire un esercizio. Di fatto, in questa maniera, confermano la violenza psicologica inferta all’animale il quale viene preso per fame e per paura. Ogni animale ha attorno a se una distanza di fuga. Se viene scavalcato tale limite l’animale reagisce scappando oppure, se tale via di fuga è preclusa, aggredendo. Le iene di Orlando Orfei, indomabili secondo la nipote Liana, reagivano all’arrivo dell’addestratore protetto da uno sgabello, facendolo a pezzi (… lo sgabello). Le tigri venivano abituate alla gabbia dello spettacolo con infinite piccole somministrazioni di cibo. Venivano così premiate se salivano sullo sgabello (il racconto è sempre di Liana Orfei) o punzecchiate (…?…) se non eseguivano.

Per la Signora Liana la pista corrisponde all’ambiente esterno mentre, secondo tale singolare etologia, la gabbia del carrozzone è la tana. Giusto. Gli animali, infatti, stanno solo in spazi angusti. Non vi è molto da aggiungere sugli zoo circensi se non che siamo abituati a vedere lo zoo … fermo! Buona parte del tempo gli animali lo impiegano in viaggio. All’interno di container, magari al chiuso della stiva di una nave. Un circo può percorrere centinaia di chilometri per piazzare le tende anche due o tre giorni solamente. I grandi periodi di sosta sono solo quelli natalizi. Gli animali, in piccole gabbie, alla catena o a quant’altro utile a costringerli nel circo,  patiscono la cattività sia che nati già prigionieri o nati in natura. Molte caratteristiche comportamentali sono innate e trovano, in termini di benessere,  pieno appagamento nel loro ambiente naturale. Ci sarà pure un motivo perchè finanche le galline ovaiole sfruttate da infinite generazioni in orrendi allevamenti a batteria, appena rimesse in libertà costruiscono un nido, riprendono a dormire sugli alberi, si puliscono le penne etc..  Per i circensi, invece, felini ed elefanti (tutti gli elefanti circensi provengono da catture in natura) sono animali domestici!

I circhi sono stati tra le pochissime categorie di ultra privilegiati a potere continuare a detenere specie ormai vietate in Italia. Da più di dieci anni è infatti posto divieto di detenere elefanti, grandi felini, alcuni rettili, orsi, scimmie etc.  Nella lacunosa normativa che disciplina la detenzione di tali animali anche in alcuni serragli non itineranti (denominati zoo o bioparchi) si è creato uno spazio per i circhi, i quali hanno aperto al pubblico zoo stabili in alcuni casi con le sole autorizzazioni per circo equestre. Del resto alcuni zoo, ad esempio il delfinario romano di Zoomarine, ha inaugurato con le autorizzazioni spettacolari previste dalla legge circo. E poi dicono di essere diversi.