GEAPRESS – I giardini zoologici che saranno autorizzati con apposita licenza, dovranno essere in possesso di un contratto scritto di assistenza medico veterinaria. Questo a garanzia di quanto prescritto dal dlgs n. 73 che, nel 2005, ha recepito la Direttiva europea sugli zoo.

A ribadirlo è il Ministero della Salute in una nota di risposta inviata all’ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani), ove viene sottolineata “l’enorme importanza dell’attività del Medico Veterinario” nelle strutture zoologiche che saranno autorizzate.

In effetti gli Allegati del dlgs n. 73/05 prevedono l’assistenza veterinaria continuata. Giorno e notte. Un fatto che inquieterà non poco gli zoo medio piccoli che, inizialmente lieti di poter essere autorizzati con generiche affermazioni sulla difesa della biodiversità, si vedono ora arrivare un potenziale aggravio di costi, salvo raggiri della normativa.

Qualche dubbio, infatti, potrebbe sorgere sulla eventuale presenza fisica del veterinario. Cosa deve intendersi conseguente ad un contratto scritto di assistenza medico veterinaria? La preoccupazione, cioè, è che il tutto vada a significare la certezza di un veterinario di riferimento, come già è con i circhi equestri ma che non obbliga alla sua presenza, ancorché continuata, nella struttura. In linea teorica uno stesso Veterinario potrebbe divenire di riferimento per più zoo. Se così già può essere per le strutture itineranti, quale impedimento sorgerebbe con quelle fisse?

Secondo il Ministero Ia figura del Medico Veterinario ricoprirebbe nello zoo quella di responsabile sanitario, ovvero per la cura degli animali e la pianificazione della loro gestione. In tal senso lo stesso Ministero ha giudicato utile l’attivazione di forme di consultazione, sollecitate dall’ANMVI, che operano nell’ambito di strutture zoologiche, anche come forma di interscambio tra i professionisti.

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