GEAPRESS – Sono solo otto gli zoo italiani che hanno avuto rilasciata la licenza ad operare così come previsto dal decreto legislativo n. 73 del 2005. Poche decine, inoltre, su un centinaio (sia pubblici che privati) censiti, hanno inviato la documentazione propedeutica al rilascio della stessa licenza.

A rilevarlo è un rapporto presentato ieri al Parlamento Europeo della Fondazione Born Free, specializzata in molti aspetti della cattività animale. Ad intervenire è ora l’Eurodeputato Andrea Zanoni, IdV, che rileva come nel nostro paese siano molte migliaia gli animali tutt’ora detenuti negli zoo senza alcuna garanzia di avere rispettate le condizioni minime di benessere.

In effetti, negli ultimi mesi, si sono susseguiti più interventi del Corpo Forestale dello Stato che hanno messo in evidenza una situazione di diffusa inottemperanza agli obblighi comunitari. Una ormai vecchia direttiva, paradossalmente voluta dalla stessa lobby degli zoo, non solo è rimasta lettera morta fino al 2005, data del recepimento, ma risulta ora in buona disattesa.

A farne le spese – ha dichiarato l’On.le Zanoni – sono gli animali stessi che vengono troppo spesso detenuti in condizioni precarie, senza i giusti spazi e le condizioni adeguate alla loro natura, e in prossimità di sale di concerti e divertimenti vari”.

Nei mesi scorsi Zanoni ha portato all’attenzione delle autorità il caso dello zoo di Poppi (Arezzo), messo sotto sequestro per le condizioni carenti con cui venivano detenuti alcuni animali, e denunciato il degrado dello zoo di Godega di S. Urbano (Treviso), il cui gestore potrebbe essere multato fino a 90mila euro dopo il tempestivo intervento dei Nas che ne hanno accertata la mancanza di autorizzazione.

Recepire sulla carta una direttiva europea non basta – conclude l’Eurodeputato – Questi scandali, con animali rinchiusi in condizioni indicibili, dimostrano come ci sia bisogno di controlli a tappeto su tutto il territorio nazionale affinché ogni struttura che detiene animali, privata o pubblica, sia costretta a rispettare i dettami della direttiva europea”.

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