GEAPRESS – Secondo il Commissario all’Ambiente della Ue Potočnik è giunta ora che gli Stati membri dispongano le ispezioni per garantire l’applicazione della norma comunitaria. 

L’invito è arrivato a seguito di una interrogazione sullo stato dei giardini zoologici europei, presentata dall’On.le Zanoni, eurodeputato IdV e vice presidente dell’intergruppo Benessere degli Animali al Parlamento europeo. Secondo lo stesso Zanoni, in Italia ci troviamo innanzi ad una situazione che permane critica.

A contribuire ad uno scenario a tinte fosche, riferisce l’On. le Zanoni nel suo comunicato, c’è l’indagine diffusa dell’associazione inglese Born Free sullo stato dei giardini zoologici europei.

La Commissione segue attentamente la questione – ha dichiarato il Commissario Potočnik – avviando le opportune azioni legali nei casi in cui risulti chiaramente che non sono state adottate misure per ovviare alle carenze esistenti a livello di recepimento e di applicazione della direttiva 1999/22/CE”.  Misure, nel caso, da fare adottare agli Stati membri. Le licenze, in primis, che dovrebbero essere in possesso degli zoo e perciò le ispezioni per garantire il rispetto delle previsioni in materia di conservazione e protezione degli animali.

Secondo il Commissario Potočnik la “Commissione ha già reagito alle carenze constatate nel corso dell’indagine EU Zoos ad esempio integrando la questione del benessere degli animali selvatici nei giardini zoologici nel programma di formazione, recentemente ultimato, sul benessere animale destinato ai veterinari”.

I timori che però l’Italia sia inadempiete sono tutt’altro che marginali. “Purtroppo – ha dichiarato Zanoni – temo che in Italia senza controlli e sanzioni non riusciremo a risolvere il problema fotografato da Born Free“. Secondo l’indagine, infatti, nove su dieci di tali strutture non avrebbero la licenza e migliaia di animali sarebbero così detenuti in condizioni non adatte alle loro caratteristiche. Zanoni, per questo,  ha già intrapreso le opportune iniziative per sapere “quali misure le autorità italiane stanno contando di prendere per rimediare all’assurda situazione denunciata dall’associazione”.

Una questione, quella degli zoo, che non è comunque solo italiana. Per questo l’On.le Zanoni ha altresì chiesto al Consiglio, ovvero l’Istituzione che rappresenta i Paesi Ue, il numero esatto dei giardini zoologici e la percentuale di quelli non a norma. “La tutela degli animali in queste strutture – ha concluso Zanoni – non deve solo essere recepita sulla carta ma messa in pratica. Per questo ci vogliono seri controlli e multe per i Paesi che non applicano la direttiva 1999/22/CE mentre alle strutture che non si vogliono mettere in regola devono essere applicati immediatamente i sigilli”.

L’indagine dell’associazione animalista Born Free, è stata presentata lo scorso aprile al Parlamento europeo. Nonostante gli evidenti passi avanti compiuti dai Paesi membri, la direttiva comunitaria sugli Zoo resta sostanzialmente inapplicata con migliaia di animali in cattive condizioni. In Italia la direttiva Zoo è stata recepita ufficialmente con il Decreto Legislativo 73 del 21 marzo 2005, ma la sua attuazione, secondo l’indagine, è a dir poco lacunosa, prima di tutto per il numero dei giardini zoologici che dispongono di una licenza, e poi per tutta una serie di parametri che vanno dagli standard di mantenimento degli animali, alla vicinanza dei visitatori, all’assenza di controlli adeguati. A farne le spese sono gli stessi animali.

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