GEAPRESS – Sarebbe stato affidato al Corpo Forestale dello Stato il compito di trovare una sistemazione in strutture idonee per alcuni animali del fatiscente zoo di Napoli. Ad occuparsi dell’eventuale  trasferimento, in accordo con l’amministrazione comunale partenopea, sarebbe il Servizio Cites Nazionale e quello di Napoli del Corpo Forestale dello Stato. Le situazioni più precarie riguarderebbero due tigri di un gruppo di undici, due leopardi e due orsi. Le priorità sul trasferimento sarebbero altresì basate anche sulla situazione legale degli animali. Si tratta in particolare di animali provenienti da sequestri, come nel caso di una delle due tigri. Il secondo felino, invece, è  una anziana femmina in non buone condizioni di salute. Starebbe altresì risultando difficoltoso accertare la reale provenienza di alcune tigri. Potrebbero, infatti, essere nate da accoppiamenti che avrebbero riguardato animali posti sotto sequestro. I riscontri documentali, però, non stanno fornendo risposte certe.

Quella in atto sarebbe una prima indagine conoscitiva posta in essere dal Corpo Forestale dello Stato, che comunque sta valutando attentamente la situazione affinché si possa agire nella maniera meno invasiva e stressante per gli animali. Tutti gli animali dello zoo, comunque, non stanno patendo la fame. Il possibile maltrattamento si baserebbe sullo stato fatiscente della struttura. Sui locali, poi, gravano vincoli della Soprintendenza, fatto che rende molto difficile una qualunque conversione. Di fatto gli animali, rimanendo a Napoli, potrebbero continuare a vivere all’interno di strutture superate ma inviolabili per esigenze di ordine architettonico e storico.

Particolarmente penosa appare la situazione della vecchia elefantessa. Ora il suo trasferimento appare molto difficile. Forse otto anni addietro (quando si ebbe il primo fallimento)  sarebbe stato ancora  possibile, ma qualcuno volle perpetrare l’agonia dello zoo di Napoli. Eppure fino a pochi giorni fa, altri animali sono nati. Gli operai attualmente presenti, starebbero comunque garantendo quanto necessario al mantenimento degli animali nelle migliori condizioni possibili. 

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