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GEAPRESS – Il trasferimento della tigre Cleo, avvenuto alcuni giorni addietro a cura del Corpo Forestale dello Stato, molto probabilmente rimarrà un caso isolato nella travagliata vicenda del vecchio zoo di Napoli. Secondo quanto riferito a GeaPress da fonte degna di nota, si sarebbe trattato di un tentativo di allontanare gli animali carnivori di proprietà dello Stato e rendere pertanto più libero possibile da futuri  vincoli lo zoo per una futura gestione.

Altri due carnivori posti sotto confisca, e pertanto di proprietà statale, rimangono tutt’ora nella struttura della cattività animale partenopea. Un’attività che presenta, tra i suoi poco invidiabili primati, anche quello di avere subìto due fallimenti. Si tratta di una femmina di tigre, che però non gode di buona salute e di un leopardo che condivide la gabbia con una femmina. Un buon motivo per trasferirli entrambi, ma questa volontà parrebbe proprio non esserci.

Per il resto, secondo indiscrezioni pervenute, l’intenzione sarebbe di spacchettare lo zoo dal comune vincolo con Edenlandia. In quest’ultima struttura sembrano tra l’altro essere sorti i problemi con il precedente acquirente. Dividendo il tutto, si cercherà di rendere appetibile l’arrivo di un nuovo gestore per lo zoo. Si tratterebbe, nel caso, del terzo proprietario a partire dal 2003, quando cioè avvenne il primo fallimento.

Dunque zoo a tutti i costi, con buona pace delle proteste animaliste. Animali che in più occasioni sono apparsi al centro di polemiche che hanno coinvolto gli operai della vecchia struttura.

Di fatto l’allontanamento della tigre Cleo (vedi foto), che ha di certo trovato una sistema degna, potrebbe altresì avere agevolato il progetto di spacchettamento delle due aree (zoo ed Edenlandia) e rendere così più vicina la soluzione per lo zoo. Prolungandone, ovviamente, la sua esistenza.

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