GEAPRESS – Non c’è nulla da intepretare oltre quanto dichiarato dal Sindaco di Napoli a proposito del futuro dello zoo partenepeo. In tal maniera dall’entourage del Sindaco si commentano le aspettative che in casa animalista aveva suscitato una frase di De Magistris diffusa sabato scorso. “Per quanto riguarda lo zoo – ebbe a dichiarare il Sindaco dopo l’assemblea dei soci della Società d’Oltremare -, sensibili alle sollecitazioni che arrivano da tutta Italia per un suo superamento, stiamo lavorando per garantire il diritto alla salute degli animali presso idonee strutture, puntando su una completa riconversione“. L’idonea struttura, però, potrebbe essere lo stesso zoo una volta completamente riconverito. In che modo questo sarà, si vedrà.

Stessa conferma, ovvero niente più di quanto dichiarato, arriva dallo stesso Ufficio Stampa del Sindaco che in questi giorni non ha trovato tempo per aggiungere neanche un piccolo particolare su cosa, in effetti, volesse dire quella frase.

Presa così, però, è la stessa politica che fu messa in atto già nel 2003, quando la precedente società che gestiva il vecchio serraglio partenopeo, andò in fallimento. Una struttura fatiscente, priva delle necessarie autorizzazioni ministeriali che si tentò, nonostante tutto, di salvare con fantomatici progetti di salvaguardia delle specie in via d’estinzione. Ancor prima delle specie, però, andrebbero salvati gli animali che vi appartengo, al chiuso dello zoo.

Già nel 2003 vi era stata occasione di chiudere il serraglio, ma la politica del tirare a campare allungò l’agonia della struttura detentiva, giunta tra polemiche ed incredibili progetti come quello di salvare le caprette rare (vedi articolo GeaPress) con il plauso pure dei Verdi, ora riapparsi.

La storia più curiosa che nel 2003 ebbe a girare, è quella che la sgangherata struttura era anche misteriosa sede di una centrale radio al servizio della sesta flotta e dei servizi segreti americani. Un’ipotesi più plausibile, a dire il vero, per i fumetti sugli strampalati agenti segreti del Gruppo TNT, creato da Max Bunker (Luciano Secchi) e Magnus (Roberto Raviola).

Speriamo ora di non dovere assistere all’ennesima verità nascosta …., sul futuro dello zoo. Tutti i vecchi attori del 2003, compresa l’associazione degli zoo, sono già riapparsi al capezzale. Allora, però, più realmente reclusi tra le umide gabbie, c’erano anche i cani da combattimento sequestrati ai camorristi ed affidati dalla Magistratura campana. I cani finirono tra il notissimo canile di Cicerale e l’allora sede LAV di Firenze, fatto, questo, concluso tra litigi ed espulsioni. Attenzione allo zoo di Napoli, dunque, perchè forse non porta sfiga solo agli animali.
 
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