ocelot
GEAPRESS – Automultilazione da stress. Questa la diagnosi delle automutilazioni che un Ocelot dello zoo di El Pinar, in Venezuela, si sarebbe procurato.

Al risultato è pervenuta una Commissione di esperti incaricata di verificare le cause delle tremende ferite apparse sia nella zampa posteriore destra che in quella anteriore sinistra.  A mettere in allarme gli investigatori, erano stati gli stessi addetti dello zoo che inizialmente avevano ipotizzato un atto di crudeltà perpetrato ai danni del povero animale. Dalla Procura Generale la denuncia è così arrivata agli esperti  che hanno poi pubblicato i risultati nella rivista  “Ministero Publico”.

Sull’Ocelot sono state prima compiute prove tossicologiche sui campioni ematici. Tutte però hanno rilevato  esito negativo. Nessuna violazione era stata inoltre riscontrata nei lucchetti della gabbia.  Infine, in terra, è stato trovato un dente del povero animale, mentre nei campioni di feci è risultata traccia della pelle dello stesso.

Scartate tutte le ipotesi di un’intrusione di un estraneo, come di un addetto dello zoo, le conclusioni che hanno fatto seguito anche ad alcune rilevanze comportamentali, hanno portato ad accertare l’automutilazione.

Filippo, questo il nome dell’Ocelot, soffre dello stress indotto dalla cattività. Un problema che potrebbe comportare il mordere le sbarre come l’andirivieni da una punta all’altra della gabbia, oscillazioni, giocare o mangiare le proprie feci ed automutilazioni dell’estremità degli arti.

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