GEAPRESS – Un vicenda che lascerà il segno. Una denuncia partita dagli animalisti nel 2000 e che registra ora un accordo difficile da digerire. I due contendenti sono la società che gestisce il Ringling Bros & Bailey Circus e l’ASPCA (American Society for the Prevention of Cruelty to Animals).

La denuncia iniziale è sul presunto maltrattamento di alcuni elefanti asiatici. L’attenzione si concentra su un testimone, ovvero un ex lavoratore del circo che però inizia a non essere creduto. Anzi, secondo il Giudice distrettuale, il soggetto ha sopravvalutato il suo amore per gli elefanti.

L’ex lavoratore, che ha goduto pure di un momento di notorietà in Italia, è però ormai fuori dal circo e (imperdonabile errore) sembra che il suo sostentamento provenga dalle retribuzioni degli animalisti. La sua credibilità viene  meno ed il Giudice calca la mano sul fatto che potesse altresì non essere presente al momento dei  maltrattamenti denunciati.

A questo punto è la società gestrice ad aprire una azione nei confronti degli animalisti. Da qui, dopo lunghe battaglie in Tribunale, l’accordo concluso dall’ ASPCA. Questo il costo: 9,3 milioni di dollari.

Secondo l’ASPCA, si tratta di una maniera per concludere la vicenda e potere così meglio concentrarsi  sugli scopi di salvaguardia degli animali. Feld Entertainment, ovvero il colosso che gestisce, oltre al circo, anche la produzione di Disney On Ice e Disney Live, ha invece dichiarato che per decenni la società è stata  attaccata da chi è contrario all’uso degli animali nei circhi. 

Rimane da capire cosa succederà alle rimanenti controparti. Si tratta, si legge nel comunicato di Feld Entertainment, dell’Animal Welfare Institute e del Fund for Animals. Poi il lavoratore, tale Tom Rider.

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