Tragedia allo zoo: aggrediti dai ghepardi
Struttura simile a quella denunciata da Striscia La Notizia (video).
GEAPRESS – Qualcosa di molto simile alle performance a pagamento dello zoo di Campolongo Maggiore (VE) denunciato da Edoardo Stoppa in un servizio di Striscia la Notizia (vedi video). Turisti invitati ad accarezzare animali feroci, anch’essi presentati come assolutamente tranquilli ed accuratamente vigilati. Ed invece a Port Elizabeth, in Sudafrica, si è sfiorata la tragedia. Una turista scozzese di sessanta anni, è stata improvvisamente aggredita da due ghepardi, gettata in terra e morsicata alla testa, stomaco e gambe. I due animali sono stati allontananti, ma nel frattempo la signora era stata morsa in più punti del corpo tanto da dovere essere ricoverata in ospedale. Per lei numerosi punti di sutura.
Sorprendente le dichiarazioni del direttore della struttura. Non riuscendo a spiegare il perché dell’improvvisa aggressione, ha infatti dichiarato che i due animali era come se volessero giocare. Non avendo artigli retrattili, a differenza degli altri felini, avrebbero così ferito la signora.
Dunque, per chi asseconda spettacoli di dubbio significato, accertarsi dello stato delle unghia.
Per la signora scozzese, però, quella vacanza si è trasformata in un incubo.
Lo zoo di Port Elizabeth è più esattamente una riserva di caccia privata, strutture molto comuni in Sudafrica. Non era forse quello il caso, ma va rilevato come i grandi felini in quel paese vengono comunemente allevati per essere uccisi all’interno di recinti. Gli acquirenti sono in genere ricchi cacciatori occidentali, italiani compresi. A tal proposito fece molto scalpore, in occasione degli ultimi campionati del mondo di calcio, l’offerta di alcune agenzie turistiche che offrivano, per i tifosi, pacchetti comprendenti anche l’uccisione di leoni detenuti in recinti (vedi articolo GeaPress). A confermare a GeaPress la presenza di turisti-cacciatori italiani, fu Chris Mercer, massimo esperto sudafricano del problema (vedi intervista GeaPress).
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ma và ?…..”Non riuscendo a spiegare il perché dell’improvvisa aggressione….” …. .eh, proprio strano no? considerato che il loro habitat naturale non è uno zoo o una riserva di caccia ad uso umano, che per natura un uomo mai si avvicinerebbe ad un ghepardo adulto per accarezzarlo….è proprio strano che un essere vivente violentato nel suo modus vivendi possa avere reazioni non controllabili dall’uomo, che tutto prevede e provvede…….
Brava Anna Margherita, condivido in pieno. Certo è che forse non tutti sanno che anche i gatti talvolta graffiano e mordono benchè da millenni siano animali domestici. Mah…. Se invece di strappare questi bei felini selvatici alle loro terre ci tenessimo i nostri (visto che di abbandonati ce ne sono a milioni) certe tragedie non succederebbero così spesso.
ops…può capitare con animali selvatici ingabbiati fino alla morte..
sono molto dispiaciuto… che i felini non abbiano completato l’opera!!! la prossima volta sperò che andrà meglio….
Per fortuna non sono stati uccisi i Ghepardi, che dovrebbero essere premiati con la liberazione!
Poveri animali maltrattati dalla nostra arroganza.
altre fonti riportano che l’intelligentona, 60enne scozzese, si è avvicinata troppo per farsi fotografare dal marito, senza badare alla presenza dei cuccioli che sono quindi solamente stati difesi. Il direttore dello zoo non lo sa che gli animali difendono i loro piccoli? Altro demente
Mah… non so… a me a veder le foto, gli scatti paiono molto strani: i due felini non sembrano affatto in atteggiamento aggressivo (in uno scatto uno è addirittura a panza all’aria) (foto n°2 sul sito di Repubblica); si vedono, intorno alla signora a terra, persone che non sembrano essere particolarmente allarmate da quel che sta accadendo (foto n°4) ;in una foto la signora a terra sembra stringere (quasi per trattenere a sè) la zampa del felino che la starebbe aggredendo (foto n°5); il marito ha avuto tutto il tempo di scattare le foto dell’aggressione (e questo già è strano), persino da angolazioni differenti (foto n°4 e n°5) . Mah!
Che poi animali rinchiusi in uno zoo (per di più frequentato da cacciatori), possano avere reazioni violente è (purtroppo) del tutto normale. Ma ripeto che quelle foto a me sembrano ‘strane’.
ohhh… ma che eroi sti tizi… uccidere grossi felini selvaggi nei recinti… e a pesca come ci vanno con il barile???
Cmq ci vuole più rispetto per questi magnifici animali, non sono gattini e chi vive con i gatti sa quanto possano essere affilate le loro unghie. Se una così stupida da fare una cosa simile… si merita tutto quello che gli succede!!! Quindi non parliamo di tragedia… pariamo di stupidità . Mi sembra molto più giusto!
Purtroppo di strutture del genere specialmente nell’Africa del Sud ce ne sono tante, la maggior parte sono veri e propri allevamenti di felini ( leoni..- anche bianchi che piacciono tanto..- , tigri…si’ anche tigri..leopardi, ghepardi, serval, caracal…) destinati al ” canned hunting”( caccia ” in scatola” – sparare ad un’animale ormai abituato all’uomo che magari lo ha anche allattato quando da piccolino e’ stato tolto alla madre, all’interno di una area recintata di piccole dimensioni in cui nn puo’ ne’ scappare ne’ nascondersi), altre purtroppo meno numerose sono piu’ serie, si occupano di recupero, di curare animali feriti,alcuni quando possibile vengono rimessi in natura ( quando non c’e’ imprinting e’ possibile anche con i felini specialmente se restano al centro solo il tempo di rimettersi in sesto), se nn e’ possibile rimetterli in natura restano al centro, pero’ non vengono riprodotti in cattività e tantomeno vengono messi a disposizione per essere ” spupazzati” da visitatori o “volontari” paganti. I centri seri evitano il contatto diretto degli estranei con gli animali il piu’ possibile cosi’ come evitano di riprodurli. Purtroppo di questi centri ce ne sono anche nel nostro Paese che non solo allevano animali per rivenderli..( il mercato degli animali esotici ricordiamo che ha un giro di affari che viene subito dopo quello delle armi e degli stupefacenti) ma anche per usarli in spettacoli ti stampo circense e spot pubblicitari…Questo non e’ amore , questo non e’ rispetto, questo si chiama sfruttamento.