GEAPRESS – Non solo gli animali utilizzati nella produzione del film “The Hobbit”, al centro della polemica scatenata da PETA sui presunti incidenti che sarebbero occorsi nel corso delle riprese. Incidenti, anche mortali, smentiti però dalle stesse produzioni, come quella dello stesso “The Hobbit” che ha chiamato in ballo un’altra associazione animalista in sua difesa. Se per tale film si era riferito di tre cavalli morti, per un altro lungometraggio (The Lone Ranger, prodotto dalla Walt Disney) un cavallo con il suo cavaliere sarebbero stati spazzati a valle dalla corrente impetuosa di un fiume. Anche questo smentito dalla produzione che ha altresì tenuto a precisare come nessun addestratore è stato licenziato per essersi rifiutato di ricoprire il ruolo. Un cavallo però, potrebbe essere stato coinvolto, ma non durante le riprese.

Nelle mire di PETA ci sarebbe anche un alce utilizzato nel prossimo film con John Travolta e Robert De Niro. La produzione, contattata dai giornali americani, non ha però ancora rilasciato informazioni al riguardo. Poi altri animali, e cavalli in particolare, morti o sofferenti durante le produzione di altri filmati anche via cavo. Un caso, quello della polemica sull’uso degli animali nei film, ormai diventato mondiale e lanciato con un primo lungo articolo del Los Angeles Times.

Una polemica che al di là dei presunti incidenti e della singola produzione coinvolta, pone in scontro frontale la PETA con chi, altresì definitosi animalista, suggella con propria garanzia tali film. Un segnale, forse, che i produttori devono aver pensato di ricorrere ai ripari. Invettive di PETA o qualcosa di più di un fondo di verità?

Dal canto suo l’associazione incaricata di monitorare le riprese cinematografiche (AHA) ha respinto le accuse difendendo il buon lavoro svolto. Le denunce però in buona parte ci sono e sarebbero anche arrivate ai giornali. Molte, però, sono anonime. Se vere, di mezzo ci potrebbe anche essere la difesa del posto di lavoro.

Al di là di quanto potrebbe essere successo, la polemica di questi giorni richiama non tanto l’uso degli animali, bensì la certificazione che viene data sul mancato danneggiamento degli stessi. Se in Italia, alla fine del film, è la stessa produzione a garantire che nessun animale è stato maltrattato o ucciso, in America le cose vanno diversamente. Appare infatti un simbolo che si dichiara animalista e pone la seguente scritta “Nessun animale è stato danneggiato”, con tanto di copyright allegato. Una difesa, dunque, con molti termini.

Se la AHA, che da 50 anni vigila sul rispetto delle linee guida nelle produzioni cinematografiche, si fa bella con una serie di attori che la ringraziano per il suo impegno (tra questi anche Anthony Hopkins), PETA raccoglie subito la solidarietà da Bob Barker e Sam Simon i quali, nel corso di una conferenza stampa, hanno chiesto che vengano immediatamente prese delle azioni in difesa degli animali. Per capire di chi stiamo parlando, basta pensare a molti personaggi dei Simpson, nel caso di Sam Simon, ed al re dei quiz americani, ovvero Bob Baker. Per 35 anni conduttore di “Ok, il prezzo è giusto” (versione americana, ovviamente), non è un caso che Bob Baker sia anche il nome di una delle navi di Sea Shepherd, impegnata in tutto il mondo nella difesa del mare e dei suoi abitanti. Uno dei santuari che ha accolto i primati scampati alla vivisezione, è stato reso possibile grazie al suo contributo. E dire che tra le proposte di PETA per le produzioni cinematografiche, c’è proprio quella di eliminare i primati. Niente, anche loro, evidentemente, possono essere garantiti e con tanto di copyright.

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