Taiji II
GEAPRESS – I tecnici giapponesi si sono sbagliati. Si sono ora accorti che la nuova perdita di acqua radioattiva da una delle cisterne di Fukushima è 18 volte superiore a quanto fino ad ora dichiarato. A quanto pare il rilevatore aveva fatto il suo dovere ma il livello di radioattività rilevato nei giorni scorsi non era quello effettivamente presente nei luoghi, bensì il massimo di quanto rilevabile dal vecchio strumento. E’ già successo con le prime rilevazioni eseguite immediatamente  dopo l’esplosione di altra centrale: quella di Chernobyl.

Mentre la radioattività emessa da più isotopi di Cesio rilasciato al momento del disastro (escluse, pertanto, le successive fuoriuscite), si appresta a lambire l’america nord occidentale (il “contatto” è previsto nel 2014), come se nulla fosse nella baia di Taiji è iniziata la stagione di caccia ai delfini. Per la carne da mangiare ma anche per rifornire i delfinari. Anzi, secondo le associazioni che oggi  protestano in più città del mondo.

Oggi, primo giorno di caccia, è  avvenuta la cattura del primo gruppo di tursiopi. Secondo quanto diffuso da Sea Shepherd, si tratterebbe di una settantina di animali, tra cui giovani e cuccioli. I delfini sono al momento bloccati nella baia e si saprà nei prossimi giorni del loro destino.

I poveri animali vengono intercettati al largo da una dozzina di barche attrezzate con impianti sonori in grado di disturbare i cetacei e spingerli così all’interno della baia. Una volta circoscritti nella piccola insenatura, un veloce imbarcazione chiude con una rete la via di fuga verso il mare. In tale “prigione” i delfini possono rimanere fino a 4-5 giorni. Verranno poi selezionati. Per la carne o per i delfinari.

Secondo quanto diffuso da Sea Shepherd, per questa stagione è prevista la cattura di 2013 animali.

Si tratta di 134 Lagenorinco dai denti obliqui, 450 Stenelle striate, 557 Tursiopi, 400 Stenella maculata pantropicale, 265 Grampi, 137 Globicefalo di Gray, 70 Pseudo orca.

Oggi alcuni attivisti sono riusciti a manifestare nella Baia, dove l’accesso è rigorosamente vietato.

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