puma ADI II
GEAPRESS – Non è esattamente libero nell’ambiente naturale ove vent’anni addietro era stato prelevato, ma ne potrà godere di un’ampia porzione.

Il puma Mufasa era stato tolto ad un circo peruviano lo scorso aprile (vedi articolo GeaPress) quando una soffiata pervenuta alla polizia peruviana aveva portato gli investigatori e gli operatori di ADI (Animal Defenders International) fino al pick up che lo costringeva alle catene. Incredibilmente il puma viveva legato, tra ferraglie varie, nel vano posteriore del mezzo.

Dopo un deciso faccia a faccia tra il proprietario del circo ed i protezionisti, la polizia portò via il povero animale, rompendo le catene che lo costringevano in maniera così orrenda.

In Perù, la detenzione degli animali nei circhi è vietata se appartenenti a specie selvatica.

Dopo quasi sette mesi dall’allontanamento dal circo, è finalmente arrivato il ritorno in natura. Non è libero, così come non può esserlo un animale recluso per venti anni, ma potrà godere di un ampio recinto immerso nella foresta. I suoi rumori, i suoi profumi, la corteccia degli alberi e l’umidità del sottobosco, caratterizzano il tratto di foresta protetta che è stato messo a sua disposizione. Per Jan Creamer, direttore di ADI, la sensazione che si prova nel vederlo libero è quasi magica. Mufasa è tornato nel suo mondo; il suo mantello appare lucido e compatto senza più le vistose tracce delle catene che lo avvolgevano in una doppia spira sul torace.

La sua nuova casa è ora ai margini della foresta di Tambopata.

Già lo scorso settembre, grazie alle azioni di ADI, si era avuta notizia del ritorno nella foresta di un altro animale tolto ai circhi. Si trattava dell’orsa Cholita, per stress ormai senza più pelo (vedi articolo GeaPress).

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