elefante circo
GEAPRESS – Dovrebbe trattarsi dell’elefante che lo scorso novembre si ritrovò in prossimità delle bancarelle del mercato di Ponte di Nona a Roma. Nel caso lo appurerà il Corpo Forestale dello Stato che però, questa volta, non è stato ancora contattato.

Ad intervenire nei pressi del Grande Raccordo Anulare, zona via Talenti, è stata infatti la Polizia di Stato. Gli addetti del circo hanno poi provveduto a raggiungere l’elefantessa indiana. Chissà cosa diranno ora i circensi che in qualche occasione, dopo la prima fuga, erano sembrati  minimizzare l’accaduto.

Mia, riferiscono fonti degne di nota esterne al mondo circense, è comunque un animale particolarmente mansueto anche se per la sua mole nulla può dirsi certo. A non definirli “mansueti” è invece la legislazione italiana, più volte ritoccata in funzione del mantenimento nei circhi degli animali appartenenti a specie cosiddette “pericolose per la salute  e l’incolumità del pubblico”. Tra questi anche gli elefanti.

Nel 1996 un Decreto Interministeriale stilò un elenco di tali specie, inserendovi, ad esempio, elefanti, grandi felini, orsi primati, rinoceronti, ippopotami e numerosi rettili. A partire dal primo gennaio 1997 venne vietata la detenzione di questi animali, con l’esclusione di poche categorie tra cui giardini zoologici e circhi da autorizzare. La prima stesura della legge incaricava una Commissione ministeriale al  rilascio dell’idoneità alla detenzione. Questo anche in funzione del rispetto di alcuni parametri relativi al benessere. Tutti i circhi che presentarono l’istanza (grandi  e piccoli dello spettacolo itinerante italiano) non ebbero però riconosciuto tale accoglimento. Cosa fece il legislatore? Nel dicembre 1998, all’interno di un provvedimento calderone, modificò la legge solo nella parte relativa ai circhi ( i giardini zoologici che in sostanza superarono un primo esame, non furono coinvolti).

Rimase però controversa la questione su chi doveva rilasciare questa autorizzazione, tanto che i Ministeri dell’Ambiente, della Salute e dell’Agricoltura, fornirono un numero così elevato di circolari esplicative da ritrovarsi, in alcuni casi, in palese contraddizione tra loro. Nel maggio 2002 il Ministero dell’Interno con l’allora Ministro Claudio Scajola, mise una pietra sopra diradando ogni dubbio sulla competenza del Dicastero in tema di Sicurezza. Le Prefetture avrebbero rilasciato l’idoneità sentita l’allora Commissione sui Pubblici Spettacoli che avrebbe a sua volta sentito i Servizi Veterinari delle ASL i quali potevano fare riferimento ai parametri stabiliti nel 1996. Più passaggi che avevano così dilungato e forse annacquato la procedura. L’autorizzazione del Prefetto era unica  per tutta l’Italia, salvo modifica della struttura e/o numero e specie animali.

Dal 1998 ad oggi in Italia si sono avuti numerosi incidenti, anche mortali, causati dalle tigri, anch’essi “animali pericolosi”. Sui passati trascorsi di elefanti in fuga dal circo si registra, prima del 2002, una fuga a Roma ed a Torino. A Genova, una ventina di anni addietro, una grave episodio  coinvolte un bambino. L’elefante, però, non era in fuga ma detenuto nel circo. Nelle Marche avvenne pure un caso mortale ai danni di un inserviente del circo. Quell’elefante è ancora in giro per l’Italia, ed il circo risultò senza colpa. Ora in un mese, due fughe.

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