GEAPRESS – Fatti nascere già in cattività per l’industria del divertimento o direttamente catturati in natura. Poco importa. Ogni animale vuole essere libero, delfini compresi. Immersioni fino a 300 metri di profondità e territori di 500 chilometri quadrati. Avviliti in una vasca di un delfinario.

Con questi messaggi gli attivisti di essereAnimali, hanno accolto ieri pomeriggio i visitatori del delfinario di Oltremare di Riccione. Nel bel mezzo del divertimentificio italiano, prima la delfina Mary G. morta neanche tanto improvvisamente, visto che la sua morte era stata quasi annunciata nei giorni precedenti, mentre il delfinario si ostinava a dire che erano state diffuse notizie errate. Poi il cucciolo di Cleo, la fattrice del delfinario. Altri suoi fratellini non sono riusciti a sopravvivere. Tutto normale, per il delfinario, che ha diffuso i dati di mortalità secondo loro naturale.

Per gli animalisti di essereAnimali i comportamenti dei delfini reclusi sono condizionati dalla cattività e dall’essere umano. Per attirare l’attenzione delle persone, che hanno mostrato solidarietà e apprezzamento, un ragazzo è stato rinchiuso per tutto il tempo della manifestazione (vedi foto essereAnimali) in una gabbia verticale. Lo striscione ne spiegava il perché: “un animale in un delfinario è come un essere umano in un ascensore“.

Non vi è alcuna giustificazione per il trattamento che è loro riservato, dicevano ieri gli animalisti, mentre per i delfini ogni giorno è ossessivamente uguale all’altro. Sessioni continue, per gli spettacoli ed in addestramento. Sempre la stessa pozza (se paragonata ai 500 Km quadrati di mare), sempre lo stesso pubblico che poi, va via in libertà. Loro, i delfini, rimangono in quegli spazi, tutta la vita.

Mary G. non c’è più, non ci sono più i cuccioli di Cleo, quello defunto nei giorni scorsi ed altri ancora. Lo spettacolo va avanti. A quale prezzo, poi, può darsi che un giorno o l’altro si saprà. Magari con la chiusura dei delfinari, ovviamente dal punto di vista degli animalisti. Facciamo ricerca, si difendono i delfinari. Sarà, ma tra gli stessi studiosi, volendo rimanere su questo argomento, non c’è concordia. I delfini si studiano in natura, senza nulla abbinare al business dell’uomo.

Comunque vada, o prelevati in natura o nati in cattività, la loro esistenza è artificiale, dicono sempre da essereAnimali.

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