GEAPRESS – Le Associazioni che hanno girato il video arrivano a paragonarlo al manicomio. Oggetto dell’intervento di Animal Liberation, Animal Freedom, Collettivo Byzantium, Cruelty Free, L’Occhio Verde, Ravenna Punto a Capo, Ravenna Viva, è ancora una volta lo Zoo di Ravenna che da pochi mesi, non senza polemiche, ha aperto i battenti in località Standiana, proprio innanzi Mirabilandia.

Animali inermi, fermi nella stessa posizione. Nei quadrati di ombra, convivono zebre, cervi e piccoli di zebra, sempre immobili, o quasi. Pure lo yak himalayano, per trenta minuti fermo nella stessa posizione, dicono da Ravenna Punto a Capo.

E’ vita questa? Se lo chiedono ora gli animalisti che anticipano come il video in questione sia solo una sintesi di un altro documento di un’ora e mezza che è stato depositato alla Procura della Repubblica di Ravenna a supporto dell’ipotesi di maltrattamento. Assieme al video anche il carteggio relativo che contempla i pareri degli esperti.

L’invio in Procura – ricorda Samantha Comizzoli, Presidente di Ravenna Punto a Capo – fa seguito alla decisione presa dal Giudice del Tribunale civile, al quale ci eravamo rivolti per la procedura d’urgenza, di trasferire l’incartamento per una indagine penale“.

Ravenna Punto a Capo tiene comunque a precisare che quanto discusso in questo caso, non varrebbe solo per lo zoo di Ravenna, ma per tutti quegli zoo che hanno tolto le piccole gabbie, ben camuffando la prigionia. Un escamotage, forse. Per gli animalisti un metodo gravissimo per l’etologia animale. Immagini, quelle contenute nel video, che tutto sommato stancano proprio per l’immobilità degli animali. “Provate a moltiplicare il tutto per una giornata e poi per più giornate – riferisce la Comizzoli – solo allora si potrà capire cosa è uno zoo“.

Lo zoo di Ravenna, da noi contatto, non ha fatto pervenire una replica a quanto mostrato nel video. Nel caso volessero saremo lieti di ospitare un loro commento.

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