GEAPRESS – Sarà per l’illusione che gli zoo sanno dare di essere tutti difensori della biodiversità del mondo, ma il costruendo zoo di Ravenna, tanto voluto dall’Amministrazione comunale, è andato oltre, dimostrando di sapere predire il futuro. Questo, in sintesi, il messaggio lanciato da Ravenna Punto a Capo, dopo che il Ministero dell’Ambiente ha risposto ad una sua lettera in merito alla licenza della struttura detentiva.

Secondo il Ministero, Alfa 3000, la società che gestirà lo zoo, aveva chiesto la licenza già nel 2005.

Un miracolo, visto che in quella data ancora valeva quanto approvato nell’Asta Pubblica ove furono aggiudicati i terreni. Ovvero la costruzione del plesso alberghiero denominato “mare d’inverno”. Non solo. Il Piano Urbanistico di Comparto ha suggellato solo nel 2009 l’incredibile equivalenza qualitativa sui criteri aggiudicanti l’Asta. Di fatto per costruire un albergo, ma valgono come uno zoo. Ma c’è ancora di più. Si chiede Ravenna Punto a Capo: su quali garanzie Alfa 3000 chiedeva la licenza nel 2005, se in quella data vi era ancora in discussione la Valutazione di Impatto Ambientale? Il Consiglio Comunale solo nel 2009, completava i vari atti diligentemente mossi per favorire il serraglio vicino l’area protetta della Pineta di Classe. Per il Ministero, nel 2005 lo zoo era ancora in fase di realizzazione, e per questo non gli è stata concessa la licenza chiedendo un’integrazione che ancora si attende. Il 30 agosto, però, Alfa 3000 comunicava al Ministero la fine dei lavori. Ed ora?

A dire il vero, già qualche tempo prima, il Comune aveva provveduto a togliere dal contratto di cessione d’uso dei terreni di sua proprietà, la postilla dalla quale sarebbe conseguita una penale, tra cui la rescissione del contratto, nel caso di gravi inadempienze. E’ una grave inadempienza ricevere dei terreni (alla stipula, non era ancora entrata in gioco Alfa 3000) per costruire un plesso alberghiero e ritrovarsi poi uno zoo?

Evidentemente, per Ravenna, non vi sono differenze, almeno sotto il profilo della valutazione qualitativa dell’Asta di aggiudicazione dei terreni. Insomma, è un poco come prenotare una stanza e ritrovarsi poi a dormire in paddock. Per pagare, chiedere del cammello.

Ravenna Punto a Capo, affronta però un secondo elemento di riflessione che deriva proprio dalla risposta ottenuta dal Ministero. Secondo quest’ultimo, i lavori per la costruzione dello zoo sono terminati il 30 agosto 2011. Il decreto legislativo sugli zoo, impone però un’area didattico/scientifica che, secondo i militanti di Ravenna Punto a Capo, non ci sarebbe ancora. Questa estate andò di scena anche una strana selezione di giovani aspiranti a lavorare nello zoo. Poi non se ne face niente e l’inaugurazione slittò. I giornali locali riferirono di una incredibile prova per testare la buona risposta all’idea zoo. Uno scherzetto, insomma. Una storia che va avanti fin dalla fine degli anni novanta (Sindaco Widmer Mercatali) e prosegue ancora oggi. 

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati