GEAPRESS – Continua la battaglia di Ravenna Punto a Capo, contro il costruendo zoo safari della Standiana. Un investimento da milioni di euro, su un terreno comunale innanzi il parco divertimenti di Mirabilandia. Cammelli, lama ed altri animali, rinchiusi nei recinti sistemati tra le curve di un tortuoso percorso carrozzabile. Lo zoosafari, appunto.

Domenica mattina la manifestazione per le vie di Ravenna (vedi video in calce all’articolo), tribolata dagli improvvisi dinieghi al percorso giunti pochi giorni prima dello stesso evento. Poi le mille novità, questa volta in ambito comunale. Niente petizioni se riferite agli aspetti urbanistici, poi il divieto di filmare le riunioni di Consiglio Comunale, salvo che per i giornalisti accreditati.

Intanto a Ravenna, lo zoo slitta ancora. Se ne parla l’anno prossimo e Ravenna Punto a Capo, nel frattempo dribla l’impossibiltà (forzata) nell’indire una petizione comunale, indirizzandola direttamente al Ministero dell’Ambiente, delle Politiche Agricole e della Salute (scarica il modulo da inviare, una volta compilato a Revenna Punto a Capo).

Nella petizione, viene sottolienata la candidatura di Ravenna a “Capitale della Cultura”, fatto incompatibile, secondo gli organizzatori della maniestazione, con la prigionia degli animali. La richiesta è di bloccare il progetto, almeno in attesa della Sentenza del TAR al quale sono ricorsi un cartello di Associazioni che avevano avanzato dubbi sulla legittimità delle procedure. Di certo, nella vicenda, c’è che il Comune di Ravenna ha ceduto per numerose decine di anni, un proprio terreno con l’intento di fare alberghi che strada facendo sono diventati recinti per animali. Una procedura che lascia quantomeno perplessi, oltre al fatto che cultura e cattività (animale) sono forse due concetti che in comune hanno solo la lettera iniziale. 

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