pesci acquario
GEAPRESS – Migliaia di pesci d’acquario ritrovati in acqua putrida. Questo stante le rilevanze investigative dell’operazione di polizia che nello scorso aprile, portò al sequestro di un capannone nelle disponibilità di un commerciante del settore di Pomigliano d’Arco (NA) (vedi articolo GeaPress). Ad intervenire allora nei luoghi era stato l’esperto Antonio Colonna il quale aveva condotto le indagini che, congiuntamente all’Arma dei Carabinieri, avevano poi portato al maxi sequestro di animali troppo spesso, chissà perché, relegati in secondo piano nelle cronache animaliste: i pesci.

Incredibilmente, stante quanto ora riferito dallo stesso Colonna a GeaPress, quel capannone, pur ancora sotto sequestro, aveva però ripreso la sua attività. Un secondo intervento congiunto ai Carabinieri, avrebbe infatti consentito di appurare come la persona denunciata, nominata unico custode del locale, non era presente, mentre nei luoghi ci sarebbero state altre persone non autorizzate. Questo, secondo gli inquirenti, a dimostrazione che l’attività commerciale continuava.

Per tali motivi è così scattata la denuncia per violazioni di sigilli. La Procura di Nola ha infatti provveduto ad emettere un nuovo provvedimento di chiusura che è stato notificato all’indagato dai Carabinieri di Pomigliano d’Arco.

Dunque, dopo tanta fatica, ritorna ad essere ripristinato il provvedimento cautelare destinato, secondo Antonio Colonna, a produrre un duro colpo al traffico illegale di animali (zoomafia), mentre prosegue il procedimento penale riportante le accuse di maltrattamento di animali, tentato reato di uccisione di animali e violazioni al Regolamento 1/2005/CE “ Protezione degli animali durante il trasporto”.

All’Arma dei Carabinieri va ora il ringraziamento per l’impegno e la professionalità dimostrata.

Una tenacia, quella degli inquirenti che ha ripristinato un provvedimento dovuto ad un ordine della Magistratura. Secondo Antonio Colonna, infatti, “cambiare il sistema per davvero significa, anche, seguire i procedimenti fino alla fine“. In altri termini, sembra dire l’esperto di tali traffici,  ci si deve dimostrare interessati solamente al raggiungimento della pena quale strumento dominante che possa incidere sulla persona inducendola a non ripetere gli sbagli e lavorare sodo per tale scopo. “Significa – ha concluso Antonio Colonna – essere presenti sul territorio in modo costante e unicamente a garanzia delle leggi dello Stato e non sparire dopo il sequestro e la notizia mediatica”.

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