tigri pinerolo
GEAPRESS – Sono venticinque i forestali impegnati da ieri nel progettato spostamento delle dieci tigri e del leopardo detenuti nell’ex zoo privato di Pinerolo (TO). I luoghi di destinazione dovrebbero essere a Ravenna, Brindisi e Pombia (NO).

La Forestale comunica di aver preso tutte le precauzioni necessarie affinché il tutto avvenga nella più assoluta sicurezza e nel rispetto del benessere degli animali. A coordinare le operazioni è il dott. Noveri, del Comando provinciale di Torino. I forestali hanno già preso in consegna gli animali e li hanno custoditi per tutto il giorno e tutta la notte, assicurandone la tutela, come da Ordinanza del Questore e del Sindaco di Pinerolo. Stessa attenzione è stata dedicata al fatto che gli animali  venissero adeguatamente nutriti, così come imposto dai veterinari. Questo per favorire una rapida azione dell’anestetico.

Da stamattina all’alba sono così iniziate le operazioni, coordinate dal dott. Noveri, cui si è affiancato il dott. Cappello che dirige il personale dell’Ufficio Cites di Torino.

Nel più assoluto silenzio, per non innervosire gli altri animali, sono state addormentate sparando l’anestetico prima di tutto Shanty e Pata, un maschio ed una femmina, destinate a Ravenna. Nel breve volgere di 5 minuti la narcosi ha fatto effetto. Personale del Servizio Cites, con i veterinari, si è potuto poi avvicinare agli animali per i quali si è provveduto alle microcippature. In tale occasione si anche provveduto al prelievo di campioni di pelo e di sangue per la mappatura del DNA.

Caricate su una barella con l’ausilio di trasportatori specializzati e la scorta dei forestali, Shanty e Pata, sono state chiuse ciascuna in una gabbia speciale di adeguata misura per garantire il benessere degli animali anche in caso di risveglio in viaggio.

Una volta issare le gabbie in un rimorchio si è poi provveduto ad addormentare Tara e Samir, che hanno subìto la stessa procedura delle prime due tigri. Diversa procedura si è dovuto invece utilizzare per il leopardo Cheetla. Un animale ormai anziano e da non potere essere narcotizzato. Con estrema pazienza è stato fatto salire da solo nella gabbia.

Questa prima fase si è conclusa alle 9.30 ed il camion, scortato da due auto del CFS, con il dott. Noveri e sette forestali, è partito alla volta di Ravenna.

Attualmente sono in atto le operazioni di narcosi per Misha, giovane femmina, e i suoi 5 cuccioli, che partiranno alla volta di Pombia, scortati da altre due auto con a bordo sei forestali.

Tutta l’operazione sta avvenendo nel rispetto delle norme sul benessere animale, in perfetto coordinamento di tutti gli operatori presenti – ha dichiarato la dott. Stefani, Comandante regionale del CFS in Piemonte – La professionalità dei Forestali coinvolti, – ha aggiunto la dott.ssa Stefani – e dei veterinari dell’Università di Torino e della ASL TO3 ha consentito finora di portare a termine le operazioni con successo. Confido che lo stesso avverrà nella restante parte della giornata”.

Sulla vicenda, intanto, non finiscono le polemiche. Il WWF, che già nei giorni scorsi aveva riferito di “tragedia annunciata” in merito allo sbranamento del proprietario (vedi articolo GeaPress), denuncia ora il presunto disinteresse di una struttura zoologica locale. Un fatto, questo, che parrebbe dar seguito a quanto sostenuto dalla Lida di Pinerolo e dalla Consigliera Comunale Bessone, che asseriscono lo stesso tentato ed inutile coinvolgimento (vedi articolo GeaPress). Polemiche che fanno seguito anche al perdurare di una situazione di pericolo che non dovrebbe trovare giustificazione specie in merito allo status giuridico che caratterizza il possesso di simili animali da parte dei privati (vedi articolo GeaPress)

Scontato che ora arrivino ulteriori polemiche sulla destinazione degli animali. E’ il caso di Ravenna dove l’associazione  Essere Animali ha recentemente prodotto un video inchiesta che ha avuto ampio risalto con un servizio andato in onda al TG1. Strutture detentive finalizzate alla sola esposizione per fini commerciali, questo stante la denuncia degli animalisti. “Abbiamo chiesto che le tigri vengano sterilizzate per impedire che altri esemplari debbano trascorrere l’intera vita in cattività. Ogni animale è un essere senziente, capace di percepire il mondo esterno in cui vive e di provare emozioni e sofferenza sia fisica che psicologica, condannarli a vita in uno spazio limitato e artificiale continuamente esposti allo sguardo dei visitatori costituisce una privazione delle loro principali esigenze etologiche e di molti innati istinti naturali”, afferma Simone Montuschi, portavoce di Essere Animali. Analoga richiesta, ovvero di sterilizzare gli animali, era stata avanzata da Animal Amnesty, molto attiva nella denuncia della cattività animale italiana.

Sulla sterilizzazione degli animali, abbiamo chiesto allo stesso Comandante Regionale del Corpo Forestale dello Stato.

Sarebbe opportuna – riferisce a GeaPress la dott.ssa Stefani – ma occorre il consenso della proprietà. Allo stato, la proprietà è della signora che assieme al marito, deceduto nell’aggressione, ha fino ad ora badato alle tigri“.

Il problema, poi, sarà se la proprietà passerà a nuovi soggetti. Allo stato l’Ordinanza è di trasferimento coatto, per motivi di sicurezza, degli animali. Tale Ordinanza ha comunque una scadenza. In linea teorica, se la signora dovesse dimostrare di potersi occuparsi delle tigri, potrebbe chiederle indietro, salvo eventuale rimborso delle spese per gli zoo dove saranno ora custodite.

In definitiva, sembra che il destino delle tigri sia ormai segnato. Sulla sterilizzazione, comunque, occorrerà il consenso del proprietario. In alternativa solo la confisca potrebbe imporre tale soluzione. Ma le confische non arrivano da sole.

AGGIORNAMENTO:

E’ partito alla volta di Pombia (NO) il secondo camion di tigri contenente Misha, la madre e i 5 cuccioli.
Il personale del Corpo Forestale dello Stato sul posto ha vigilato con attenzione anche nella seconda parte dell’attività, assistendo alla narcosi di tutti gli animali, alla microcippatura ed al prelievo di pelo e sangue. Gli animali, una volta sedati e sistemati sul camion, sono stati accompagnati da due auto con sei forestali a bordo, proseguono per Pombia (NO).

Prosegue il viaggio dell’altro camion verso Ravenna e Fasano. Gli animali, risvegliatisi, vengono costantemente monitorati dal personale CFS che li accompagna. Per ridurre i tempi di viaggio, due autisti si stanno alternando alla guida, in modo da non fare soste.

Tutta l’attività si è svolta a Pinerolo nel migliore dei modi – ha dichiarato la dott. Stefani, Comandante regionale del CFS a Torino – ed il benessere degli animali assicurato dalla professionalità di forestali e veterinari”.

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