GEAPRESS – Si è unito anche Paul McCartney all’appello lanciato da Peta (People for the Ethical Treatment of Animals) in favore di Sunder, giovane elefante attualmente detenuto in un tempio Indù. Catturato in una foresta del Kerala, uno Stato dell’India meridionale, l’elefante si presenta smagrito e con un occhio ferito. L’animale, infatti, è stato lungamente maltrattato dal suo padrone che lo ha ora abbandonato in un capannone vicino al tempio. Sunder è costretto con corte catene, a dei picchetti piantati in terra.

Paul McCartney, rispondendo all’appello di Peta, ha scritto ai Ministri indiani competenti, ricordando che il mondo sta seguendo la storia dell’elefantino Sunder. “Ho visto fotografie di Sunder – ha scritto l’ex Beatles – Mi appello a voi affinchè il giovane elefante possa essere riabilitato e tornare nella foresta“.

L’elefantino dovrebbe però essere acquisito dalle autorità indiane, cosa non semplicissima, visto che la presenza presso il tempio ha ovviamente un chiaro significato religioso. L’elefante, nella religione Indù, rappresenta Ganesh, ovvero una delle rappresentazioni di Dio più diffuse. A lui sono dedicati i templi dove ancora vengono destinati gli elefanti, specie nel Kerala.

Secondo Peta, anche in India vi è una crescente sensibilità verso i problemi degli animali. Gli elefanti, soprattutto se poco avvezzi all’addestramento, vengono selvaggiamente picchiati. Per loro, cibo e spazi inadatti. Il risultato dell’addestramento dell’uomo è visibile negli ossessivi ondeggiamenti che caratterizzano la loro detenzione.

Anni della sua vita – ha detto Paul McCartney nella sua lettera in favore di Sunder – sono stati rovinati dai maltrattamenti. Ve ne è veramente abbastanza“.

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