GEAPRESS – E’ stato premiato lo Sceriffo della Contea di Muskingum che lo scorso ottobre dovette fronteggiare l’emergenza di 56 animali pericolosi, tra cui leoni, tigri ed orsi, lasciati fuggire da un privato detentore poi suicidatosi. L’insolita e sicuramente grave situazione venne affrontata dallo Sceriffo, che nel giro di poche ore riuscì ad abbattere 50 dei 56 animali. I sei superstiti sono ora detenuti presso uno zoo.

A premiare lo Sceriffo è stato il National Law Enforcement Officers Memorial Fund, un’organizzazione nazionale sorta nel 1989 con lo scopo di promuovere e commemorare il sacrificio dei funzionari di polizia. Tra le motivazioni del riconoscimento, il brevissimo tempo con il quale lo Sceriffo è riuscito a fronteggiare la situazione ordinando al suo personale l’uccisione degli animali. “Un mentore, un riferimento per la comunità, un vero capo, un amico per molti e un buon padre di famiglia, tutto in un’unica persona“. Questo si legge nel riconoscimento.

In realtà, la repentina uccisione di quasi tutti gli animali ha suscitato in America un vespaio di polemiche. Questo sia per la mancata valutazione di ogni possibilità di centrare gli animali con un’iniezione sedativa, ma anche per il fatto che gli stessi, non abituati alla vita libera, avessero di fatto potuto scatenare una sorta di tiro al bersaglio. Venne inoltre rilevata la pessima situazione legislativa che contraddistingue il settore, in almeno dieci Stati degli Usa, tra cui proprio l’Ohio.  Ai privati detentori è, infatti, consentito detenere ogni tipo di animale potenzialmente pericoloso. Dall’elefante al velenoso crotalo.

Già nel 2007 un documento dell’Ufficio Traffic del WWF nord americano, aveva rilevato non solo le situazione di pericolosità derivante dalla detenzione, praticamente senza limiti, di questi animali, ma anche un rischio sotto il profilo protezionistico. Una legislazione così permissiva, crea di fatto un ottimo substrato ove confondere commerci leciti ed illeciti. Alla relativa facilità con la quale viene consentito di comunicare il semplice possesso di questi animali, si aggiunge peraltro l’alto valore di alcune loro parti. E’ il caso, ad esempio,  della medicina tradizionale orientale. Nessuno, concludeva il rapporto, potrà mai sapere con certezza, del luogo ove possono finire, le ossa delle migliaia di tigri così detenute negli Stati Uniti. E’ noto che le ossa sono molto ricercate dai negozi di medicina tradizionale esistenti negli USA. Questi, grazie alla legislazione di alcuni Stati, già si riforniscono della bile degli orsi uccisi dai cacciatori. Perché non utilizzare le ossa delle tigri?

Un fatto che dovrebbero valutare anche le autorità nazionali italiane che, alcuni anni addietro, autorizzarono la spedizione in Cina di alcune tigri provenienti da un notissimo zoo del veneto e di altro pugliese, poi oggetto di intervento del Corpo Forestale dello Stato. Nel nostro paese, a differenza degli Stati Uniti, è comunque vietato, al privato detentore, il possesso di mammiferi e rettili inclusi in una lista di specie definite pericolose. Se però il provato è titolare di un circo come di uno zoo è possibile  detenerli, venderli, scambiarli, anche all’estero. 

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