GEAPRESS – “La solidarietà verso i più deboli è una ricchezza“. In tal maniera Annalisa Borgogno, volontaria dell’associazione piemontese Wancisi, riferisce a GeaPress dopo aver raccontato la storia che l’ha coinvolta alcuni giorni addietro. Una storia bella, che ripaga di tanti sacrifici ed anche di alcune brutture affrontate senza scoraggiarsi. Come quando le uccisero alcuni gatti della colonia alla quale badava (vedi articolo GeaPress ).

I fatti sono avvenuti a None, in provincia di Torino. Annalisa vede alcuni ragazzini inseguire un grosso cane di colore nero. Subito la preoccupazione che stava per accadere qualcosa di brutto. Ed invece Annalisa viene invitata all’inseguimento. “Aiutaci a prenderlo – le gridano i ragazzi – dobbiamo salvarlo, ha già rischiato di finire sotto un camion“. Un po’ perplessa per quanto stava assistendo, Annalisa scopre così che il grosso cane nero, al quale era stato dato il nome di Zeus, non solo era stato abbandonato ma era pure cieco. “Bisogna salvarlo – continuano i ragazzini – muoviamoci senza perdere tempo“.

Annalisa non ci pensa due volte ed il gruppetto neocostituito si divide così in due. Annalisa, ed i quattro ragazzini con le biciclette. Il cane, evidentemente, conosceva i luoghi a “naso” ma nulla avrebbe potuto evitare un improvviso  impatto. Nel frattempo i ragazzini raggiungono il cane riuscendo a bloccarlo ad un incrocio. Zeus, però, avverte l’ostacolo ed evita a sua volta i ragazzini andando ad infilarsi in un vicolo. La buona stella, però, questa volta era veramente arrivata. Una signora, abitante proprio in quel vicolo, sente le voci, capisce cosa sta succedendo ed apre il cancello. Zeus entra così nel cortile di casa ponendo fine alla folle corsa. “Ho quasi temuto che potesse collassare – racconta Annalisa  – La giornata era molto fredda e Zeus tremava impaurito“.

Ora il grosso cagnolone di None è in canile. I quattro ragazzi che lo hanno salvato hanno atteso nel posto finchè non è arrivata la Polizia Municipale e gli operatori della struttura. “Un episodio che mi rincuora e mi fa credere ancor di più nella solidarietà – riferisce Annalisa Borgogno – Quei quattro ragazzi, con il loro gesto, hanno dato veramente tanto, soprattutto la speranza che le cose vadano meglio“. Zeus, adesso, aspetta un padrone presso la struttura di via Cavour. Un nuovo anno che porti una nuova casa per Zeus ed una speranza per tutti.

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