gorilla
GEAPRESS – Si è risolto tutto, nello zoo di Londra, dopo la fuga di un grosso maschio di Gorilla avvenuta nel pomeriggio di ieri. Un problema, secondo alcuni, risolto in “tranquillità”.

Di diverso avviso è però la Fondazione Born Free, specializzata nei problemi della cattività animale. Secondo l’ONG, da un lato si apprende con sollievo della fine dell’emergenza, ma è inevitabile ritornare a parlare di un aspetto, evidentemente ancora non molto noto, quale quello degli animali cosiddetti pericolosi detenuti in cattività. L’incidente, afferma Born Frre, si sarebbe potuto concludere in maniera molto diversa. Secondo Chris Draper, responsabile del benessere animale di Born Free, andrebbe ora aperta un’ indagine che appuri tutte le circostanze che hanno portato alla fuga del Gorilla.

Secondo CAPS (Captive Animals’ Protection Society), un’altra ONG britannica specilizzata nella cattività animale, il Gorilla di nome Kumbuka, sarebbe stato detenuto in una recinzione tipica degli zoo di nuova concezione. Muri e vetrate interposte (cosiddetto exhibit) per consentire la visione degli animali in cattività. La cosa più triste, afferma l’ONG, è sapere che quel Gorilla vivrà per sempre nello zoo. CAPS riprende inoltre quanto apparso nei giornali britannici, ossia del presunto tentativo, da parte dell’animale, di tentare la fuga rompendo una di queste vetrate.

Molto ristretto, invece, il comunicato dello Zoo di Londra. Non si parla di fuga ma di venir fuori dall’area di detenzione. Il gorilla sarebbe comunque rimasto in un’area di non libero accesso al pubblico. L’animale è stato poi “tranquillizzato” e ricondotto al sicuro fino al risveglio, avvenuto in tutta tranquillità. Una indagine dovrà ora verificare cosa non ha funzionato. Oggi, afferma sempre lo zoo, la struttura sarà di nuovo aperta.

Non è stato pertanto precisato se il grosso animale aveva tentato di rompere il vetro che consente ai visitatori di osservarlo nella sua cattività

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