GEAPRESS – Inaugurazione senza clamore, quella dello zoosafari della Standiana. Nessun taglio del nastro con pubblici amministratori e porporati, ma con un errore secondo alcuni certo. Il tutto fa seguito alla recente comparsa, agli onori della cronaca dello zoosafari, dell’ex Sindaco di Ravenna ed attuale Senatore PD Widmer Mercatali (nella foto del Senato). In una recente intervista, infatti, è stata riportata a suo nome una dichiarazione che ripercorre il leitmotiv di un lungo discorso da lui pronunciato quasi dieci anni addietro in Consiglio Comunale. Quello zoo rappresentava, per l’allora Sindaco di Ravenna, un problema da affrontare. Ovviamente non sulla volontà di costruirlo. Questa, in effetti, era già scontata fin dall’inizio. Il problema da affrontare era quello di accogliere gli animali fuoriusciti dai circhi. Un problema, disse Mercatali, che dobbiamo porci. Lo stesso ritornello ritorna ora di scena. Come dichiarato a Ravenna&Dintorni (vedi articolo) Mercatali avrebbe addirittura rivendicato le “battaglie durissime contro i circhi“. I poveri animali sarebbero stati visti caricare nei rimorchi e frustrati. Per tale orrenda visione ed in ossequio alle sue battaglie, Mercatali ha così riferito che il tanto contestato zoo (definito Parco) rappresenta una soluzione “per quegli animali che provengono dai circhi e che qui possono stare bene per gli ultimi anni della loro vita“. Forse Mercatali si scorda come più o meno contemporaneamente apparivano sul sito del Comune di Ravenna, i patrocini rilasciati ai circhi. Ma il suo presunto errore non riguarderebbe tale aspetto.

Una rivista vicina all’Ente Nazionale Circhi, non è stata a guardare. Per loro, ovvero i circensi, Mercatali è “un personaggio che è stato uno dei principali sostenitori del parco le Dune del Delta e dunque ha spianato la strada al progetto“. Ovviamente, sottolineano i difensori della cattività animale, in opposizione ai soliti ambientalisti ed animalisti. Mercatali, però, diffonderebbe a loro dire un’altra idea del tutto errata. L’errore consisterebbe nel sostenere come nel parco vengono ospitati animali provenienti dai circhi. Lo zoo safari della Standiana, sembrerebbe di capire, esiste a prescindere.

Un miracolo della politica, insomma, riuscire a mettere assieme un’idea comune ai circensi e agli animalisti.

Sul reale scopo di quello zoo non sembra nutrire dubbi neanche Samantha Comizzoli di Ravenna Punto a Capo. Anzi la stessa area dove sono ora costretti gli animali esotici a due passi dal Delta del Po, è divenuta oggetto di altra polemica, sempre facente seguito alle dichiarazioni di Mercatali. Per l’ex Sindaco, infatti, non è vero che il progetto [ndr: quello alberghiero del mare d'inverno] è stato modificato in corso d’opera aprendo la strada allo zoo. Anzi, sempre secondo Mercatali, il plesso alberghiero, doveva nascere lì vicino.

Ravenna Punto a Capo, però, nutre qualche dubbio. “E’ vero – ha dichiarato Samantha Comizzoli a GeaPress – che si tratta di due lotti diversi, ma l’unica cosa certa in merito all’Asta del 1999 è quella dell’albergo, del quale non hanno ancora depositato i progetti. I fatti parlano chiaro – aggiunge Comizzoli – è un fatto oggettivo. L’albergo non c’è, come del resto il suo progetto definitivo”.

Strane coincidenze, quelle di Ravenna, che potrebbero corrispondere ad un chiaro intento politico, ovvero un concetto di sviluppo del territorio per molti inopportuno quanto invadente. Vale la pena ricordare che la vicenda dello zoo ha assunto dei connotati veramente pubblici solo quando, nel 2004, un sito web specializzato in parchi divertimenti, annunciò il progetto con le fotografie di una strada per lo zoo safari già tracciata nei prati della Standiana. L’Asta, dove si aggiudicò il progetto del mare d’inverno, era del 1999.

All’inaugurazione dello zoo, avvenuta solo pochi giorni addietro, è mancato intanto il suggello finale. Niente taglio del nastro. Apertura in sordina che, così come parrebbero indicare le stesse dichiarazioni rilasciate dai proprietari, potrebbe essere avvenuta dopo un sopralluogo del Ministero dell’Ambiente il quale, però, deve ancora rilasciare la licenza.
Tutti fatti che potrebbero emergere nel corso dell’udienza al ricorso presentato con procedura d’urgenza da Ravenna Punto a Capo, al Tribunale di Ravenna. I due comparenti, ovvero Società Parco della Standiana e la stessa Alfa 3000, hanno già presentato, martedì scorso, le loro opposizioni. Estraneità ai fatti, secondo la prima, e non competenza del Tribunale per la seconda.

Poi c’è l’atteso intervento del TAR del prossimo cinque luglio. Riguarda il progetto di quella strana Asta del 1999. Quattro comparti, di fatto senza soluzione di continuità. Un unico grande appezzamento di terreno, ben delimitato da strade e canali, che ospitava d’inverno stormi di oche selvatiche e che ora, invece, non ha neanche il mare d’inverno, ma solo giraffe, leoni e bisonti. Tutti rinchiusi all’interno di ben altri comparti che, secondo lo schema classico di uno zoo safari, inglobano i tornanti di una strada a pagamento da percorrersi usufruendo di uno sconto per chi visita il parco divertimenti di Mirabilandia. Il Senatore Mercatali ha ora dichiarato di non vedere l’ora di portarvi le sue nipoti.

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