GEAPRESS – Nel guazzabuglio istituzionale della Sicilia, perenne laboratorio politico, Andrea Piraino (nella foto), Docente presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Palermo, saltò alle cronache giornalistiche quale espressione dell’UDC di Pierferdinando Casini nel Governo Regionale di Raffaele Lombardo quarter (nel senso di numeri di governi suoi, aggiornato al settembre 2010). Poi varie aree, PD, FLI (Futuro e Libertà) e API (Rutelli). Più, ovviamente, i tecnici dell’MPA (Movimento per la Autonomie) del Presidente della Regione siciliana. Anzi tutti tecnici, nessun partito.

Chissà ora, dal novembre 2010 in Sicilia possono essere successe tante cose, compresa una strana nota, immediatamente sbandierata in ambienti circensi, di una lettera a firma dell’Ass. Andrea Piraino (Assessore della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro della Regione Siciliana) che “in ragione della rilevanza dell’iniziativa” comunica ad un componente della famiglia Togni (di ramo acquisito) di avere concesso patrocinio a titolo gratuito del proprio Assessorato. In tal senso l’Ass. Andrea Piraino, autorizza il Circo Lidia Togni, all’uso del logo dell’Amministrazione regionale per le attività di comunicazione del circo, ivi comprese i materiali “divulgativi e pubblicitari da realizzare per l’evento” .

Senza volere entrare nel merito della polemica sull’uso degli animali subito sollevata dagli attivisti di Palermo Animalista, verrebbe però da chiedere quali ricerche l’Assessore Piraino ha fatto, prima di concedere il patrocinio della Regione siciliana. Lasciando perdere un piccolo precedente di cronaca, risalente al lontano 1999 nel friulano, per vicende relative ad immigrati, il Circo Lidia Togni, finì, nel 2002, sulle pagine di tutti i giornali con l’accusa infamante di avere ridotto in schiavitù alcuni immigrati. I Carabinieri di Arezzo, rintracciarono l’insegna circense su mandato della Procura della Repubblica di Bergamo. La vicenda comportò la condanna in primo grado di due esponeneti del circo (sempre da ramo acquisito Togni), uno dei quali già con precedenti penali. Il reato venne derubricato in quello di estorsione, pur sempre cosa grave anche perchè ad accusare il circo c’erano quattro poveretti di immigrati indiani ed una storia di scambi di denaro in cambio di passaporti da restituire.

Sarebbe bello sapere dall’Assessore Piraino se ha preso informazioni e dare così notizia di una eventuale piena assoluzione nei successivi gradi di giudizio, come ci auguriamo, dei due condannati in primo grado (il circo non ha inteso diffondere nota) anche perchè i due sono parenti strettissimi dello stesso soggetto al quale l’Assessore Piraino ha dato patrocinio (per la stessa identica insegna circense). Stesso soggetto il quale, tanto per rimanere nella politica bipartisan, tempo addietro, assieme all’ex Sindaco di Palermo Leoluca Orlando, se ne andò in groppa ai cavalli di San Fratello (ME) per le strade di Palermo. Cavalli poi in parte venduti dal circo, come del resto anche gli elefanti. Animali che, però, rientrarono in un fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica di Palermo, ai danni dei responsabili dello stesso circo, tra cui sempre una strettissima parente di cognome Togni, anzi esattamente Lidia Togni, del soggetto al quale l’Assessore Piraino ha rilasciato il patrocinio per l’omonimo circo. Furono condannati (sentenza risultante inappellata) per violazione dell’art. 727 del Codice Penale sulle inidonee condizioni di detenzione degli animali tra i queli zebre, cammelli ed elefanti. Poi vi erano anche gli orsi in pista con museruola, comunque tutti “ricoverati in strutture ridotte e non conformi alle esigenze tipiche, in contrasto con le raccomandazioni Cites“. Vi furono poi i reati di smaltimento reflui e rifiuti, ascritti ad altro soggetto dello stesso circo Lidia Togni.

Un patrocinio è sembre cosa delicata, perchè ne vale il buon nome dell’Istituzione ed ancor di più se di “rilevante iniziativa“. Lustrini e gagliardetti, se poi hanno a che fare con cose sociali e di cultura, potrebbero altresì essere ripresi dai requisiti per le elargizioni ministeriali. Non sarà il caso del circo in questione ma proprio il Lidia Togni è uno dei maggiori beneficiari nella top ten delle circa 100 insegne circensi che ogni anno, più o meno, ne fanno richiesta. Poi, potremmo anche dare spazio agli animalisti che sostengono come patrocini a circhi che utilizzano animali, non ne andrebbero mai concessi.  

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