GEAPRESS – Potrebbe essere questione di ore e nel prossimo piano del Governo inglese apparirà il bando sulla detenzione degli animali selvatici nei circhi. Lo ha dichiarato ieri sera un portavoce del Ministero dell’Ambiente e degli Affari Rurali.

La dichiarazione pone così fine ad una lunga polemica iniziata nel marzo 2012, quando cioè il Governo di David Cameron interpretò a modo suo gli esiti di una consultazione popolare, di una petizione e soprattutto della votazione della mozione avvenuta in Parlamento (in quel paese hanno valore vincolante) in merito al suddetto divieto. Il Governo, infatti, aveva proposto un sistema di licenze.

La proposta governativa era stata così criticata da tutte le associazioni animaliste inglesi che furono ferme nel rigettare l’iniziativa che venne definita “una farsa“. Il quotidiano The Independent appoggiò la posizione delle associazioni, mentre il deputato conservatore Mark Pritchard, da sempre sostenitore del divieto, aveva pesantemente apostrofato i tentennamenti del Governo. Ora, lo stesso, si è complimentato sulle pagine del quotidiano The Independent. “”Se confermato, mi rallegro della decisione del Governo che ha finalmente ascoltato il Parlamento e l’opinione pubblica. Sono onorato di aver avuto un piccolo ruolo nel determinare questo divieto e porre fine ad una pratica crudele per decine di specie animali selvatici“.

Sulla stessa linea d’onda le associazioni inglesi. Animal Defenders International, alla quale si devono alcune delle principali investigazioni nel mondo circese, ha dichiarato di accogliere con favore l’annuncio governativo, ovvero di provvedere, già nelle prossime ore, con una proposta di legge contro l’uso degli animali selvatici nei circhi.

L’uso di animali selvatici nei circhi, secondo ADI, non è di alcun valore educativo o di conservazione. Oltre il 94% del pubblico, ha ricordato sempre Animal Defenders International, non li vuole così come  il 65% dei politici. Poi il ricordo polemico: “purtroppo il Governo aveva scelto un sistema di costose licenze che ADI ha rivelato non essere stato possibile rilasciare ai  circhi, evidenziando come il sistema scelto fosse in realtà una farsa“.

Non c’è posto in una società civile per gli animali costretti a supportare una vita di crudeltà e di reclusione – ha dichiarato Jan Creamer, direttore generale di ADI – Abbiamo evidenziato come il pubblico sia tutto in favore del divieto, come gli stessi politici“.

Anche in Italia, nel 1996, vennero rilasciati dei parametri per il corretto mantenimento degli animali nei circhi e l’apposita Commissione scientifica del Ministero dell’Ambiente non ritenne però di dover rilasciare i nulla osta. La soluzione trovata, all’interno di una legge contenitore del fine dicembre 1998, fu quella di stravolgere la norma di legge che aveva stabilito tale disposizione. La Commissione scientifica venne esautorata dai suoi compiti ed i criteri cambiati per ben due volte e sempre in favore della detenzione degli animali nei circhi. A decidere sulla detenzione, sono poi le Prefetture. Non risulta che ad oggi sia mai stato negato un nulla osta.

In Inghilterra, una sterzata in favore del divieto venne fornita da una indagine di ADI  che ebbe al centro le tremende condizioni di detenzione dell’elefantessa indiana Anne (nella foto). Animal Defenders International, filmò i ripetuti bastonamenti. Ad oggi, secondo il quotidiano The Independent, sono solo due i circhi inglesi che insistono con la detenzione di animali appartenenti a specie selvatica.

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