GEAPRESS – Secondo i veterinari della SIVAE (Società Italiana Veterinari per Animali Esotici) era da evitare l’anestesia della giraffa in fuga dal circo e poi deceduta.

Pochi veterinari – ha riferito Marco Bedin Presidente SIVAE – hanno in Italia le competenze pofessionali per anestetizzare questo animale.” In particolare la SIVAE sottolinea le competenze sia sul dosaggio che  nel posizionamento nel collo dell’animale. Occorreva, inoltre, una sorveglianza particolare una volta addormentato. Anestesia da evitare, dunque, a favore del contenimento della giraffa sopratutto al fine di abbassare lo stato di stress.

La giraffa è stata già incenerita senza che, riferisce sempre la SIVAE, alcun perito tecnico abbia potuto assistere all’autopsia. Gli esperti, a quanto pare, ci sono ma hanno solo potuto constatare l’incenerimento. Una denuncia, quella della SIVAE, che dovrà ora essere attenzionata anche alla luce della dinamica dei fatti e delle risultanze delle indagini in corso.

Secondo quanto appreso ieri da GeaPress (vedi articolo GeaPress) la giraffa era ad Imola, già prima dell’arrivo degli altri animali del circo, per essere utilizzata in una produzione cinematografica. Un veterinario, comunque, era presente ed era quello della ASL. Di fatto non è ancora chiaro cosa sia successo all’animale dopo la consegna al circo. La morte, infatti, è avvenuta all’interno della struttura circense alcune ore dopo la consegna.

Ad indagare sui fatti è ora la Polizia di Stato, alla quale è altresì arrivata voce del possibile utilizzo dell’animale per uno spot pubblicitario.

Al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Imola è, inoltre, pervenuta una denuncia del titolare del circo che attesterebbe di aver ritrovato tagliata la cimosa che permetteva di tenere chiuso il recinto della giraffa. Rimane da capire come una persona sia potuta arrivare ai luoghi operando tale taglio. Alla Polizia di Stato, però, sono ora al vaglio tutte le ipotesi. Di fatto il taglio della cimosa farebbe decadere almeno una parte della responsabilità del circo. Tutto da appurare, ovviamente, ivi compreso quando effettivamente è avvenuta la manomissione.

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