GEAPRESS – Una investigazione lunga, che ha interessato varie città, estere ed italiane. Il circo, poi, è di quelli top ma non è l’unico ad essere stato seguito. Ore ed ore di filmati ripresi da Animal Amnesty. Poi, ieri sera, la notizia proposta dal TG1 in un servizio di Roberta Badaloni (vedi video). Tutto normale per i circensi. L’uncino che apparirebbe seminascosto nel bastone che accompagna gli elefanti in pista, sembra non servire a niente. Idem il dondolio degli animali rinchiusi nello zoo itinerante. Ossessivo, per alcuni. Tranquillità, secondo il responsabile circense. Per il prof. Roberto Marchesini, etologo e Docente di Scienze Comportamentali, sarebbe invece il frutto dello stress dovuto agli spazi ristretti. Arriva anche l’anaconda che sembra fuggire tra il pubblico ed altro ancora. Tutto normale, previsto negli spettacoli.

L’indagine di Animal Amnesty è recente ma parte da lontano, addirittura dalla Slovacchia. I circhi, però, oggetto dell’indagine (quello mostrato dal TG1 è un solo circo) sono parecchi. “Volevamo filmare gli animali in quella che ritenevamo essere la loro quotidianità – dichiara a GeaPress Piercarlo Paderno, leader di Animal Amnesty – dare voce cioè a quella realtà difficilmente mostrata. Non abbiamo problemi a dimostrare che quei comportamenti li abbiamo ripresi in più città, al seguito dello stesso circo“. Circhi top ed altri meno, tutti nel mirino delle telecamere di Animal Amnesty che promette ora nuove azioni volte sempre a mostrare quello che per loro è il quotidiano vivere dietro le quinte.

Il prossimo appuntamento è a Roma, per il primo dicembre. Lì ci sarà una manifestazione nazionale contro il circo, anzi, spiega Paderno, “a metà tra l’opporsi e il proporre un circo diverso“. Già in questo fine settimana, altre tre manifestazioni. A conferma che difficilmente un settore dello spettacolo, per stessa ammissione dei circensi che lamentano il pressing animalista, trova tanti dissensi nelle piazze ove si propone.

Chiediamo a Paderno cosa lo ha colpito di più nei filmati. “Tante cose ma in sostanza credo che sia la meccanicità di quei movimenti – spiega Paderno – L’elefante africano che dondolava in avanti e quelli indiani lateralmente e poi il canguro, faceva così ogni volta che vedeva una persona“.

Sarà, per i circensi sembrerebbero non esserci maltrattamenti, dondolii normali così come gli uncini metallici. Forse in una cosa, gli animalisti ed i circensi riferiscono con lo stesso termine. Quanto mostrato, nel circo è normale. Oppure, per dirla con le parole di qualche politico vicino a quegli ambienti, frutto di una amicizia della quale, però, in molti farebbero a meno.

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