GEAPRESS – Hong Kong Airlines, rinuncia. Mai più delfini nella pancia di un suo cargo (vedi articolo GeaPress). Migliaia di mail in poche ore piovute da tutto il mondo e poi i presidi innanzi agli uffici aeroportuali di Hong Kong . Gli attivisti di Sea Shepherd, intere famiglie, con le fotografie della strage dei delfini di Taiji, nel Giappone sud orientale. Si fermano i passeggeri, gli addetti cortesi della stessa compagnia. Non sapevano, non potevano immaginare, quei delfini nella pancia di Hong Kong Airlnes, con ottime probabilità di provenire dalla baia di Taiji, trasformata in un lago di sangue. Macellai ed esperti di delfinari, egualmente presenti in quella mattanza per prelevare l’oggetto del loro profitto. Fino a 300.000 dollari per un delfino.

Sea Shepherd, nei giorni scorsi, aveva seguito un carico. Nicole McLachlan e Andy Romanowski, questi i nomi degli attivisti, si erano piazzati con la loro automobile dietro il camion partito proprio da Taiji (vedi VIDEO in calce all’articolo). Riescono in qualche maniera a non farsi notare tra i lampeggianti delle automobili della sicurezza. Trentuno ore di viaggio continuo, poi la nevicata, la strada che diventa ghiacciata ed il camion che sbanda. C’è finito il cuore in gola, diranno gli attivisti. Il camion sbanda sul guardrail. Si apre il portellone. I delfini sono lì dentro, non rivedranno più il loro mare, lo hanno lasciato l’ultima volta nel sangue dei loro compagni di branco. Saranno fettine per i supermercati. Il camion, invece, li deve portare verso i delfinari. Per loro è già pronto il circuito mondiale della cattività acquatica.

Lo ha rivelato nel documentario The Cove, Richard O’Barry, lo statunitense ex addestratore nei delfinari che, mandato a quel paese il lavoro, ha deciso di dedicare la sua vita alla salvaguardia dei cetacei. Premio Oscar miglior documentario 2010, The Cove venne presentato a Bellaria nel corso della rassegna dedicata ad Ilaria Alpi, la giornalista italiana uccisa in Somalia assieme all’operatore Miran Hrovatin. Un noto esponente italiano di delfinari si alzò innervosito definendo il documento un mucchio di falsità. Ed invece anche The Cove ha fatto breccia. E’ stato distribuito dai militanti di Sea Shepherd innanzi gli imbarchi della Hong Kong Airlines.

Infine la lettera della compagnia inviata poche ore addietro a Gary Stokes, responsabile di Sea Shepherd Hong Kong. Abbiamo imparato una grande lezione, sarà improbabile che la nostra compagnia effettuerà in seguito trasporti di animali vivi per fini commerciali.

Sea Shepherd promette che continuerà a vigilare, sulla baia e durante trasporti, anche aerei.

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